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Suppliche al Santo Padre


Il Messaggio di Fatima è diretto a tutte le persone del mondo, di qualsiasi estrazione sociale. E’ tuttavia incredibile la parte assegnata al Santo Padre, così importante e assolutamente necessaria per la salvezza del mondo. Possiamo ottenere la pace nel mondo solo per mezzo della consacrazione collegiale della Russia al Cuore Immacolato di Maria, e solo il Papa può metterla in atto.

Suor Lucia chiese al Signore perché non volesse convertire la Russia se non dopo che il papa l’avesse consacrata. Egli rispose che era suo desiderio che la Chiesa intera riconoscesse tale consacrazione come un Trionfo del Cuore Immacolato di Maria; come risultato di questo trionfo, quindi, la Sua Chiesa renderà in seguito omaggio al Cuore Immacolato, a fianco di quello al Suo Sacro Cuore. 

Sono passati più di 75 anni da quando la Madonna ha annunciato, in nome di Dio, che è giunto il tempo che la Consacrazione della Russia venga compiuta. Ad oggi, la Russia non è stata ancora solennemente consacrata al Cuore Immacolato della Madonna, come da Lei richiesto. La Madonna disse a Fatima: “Se le Mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita e vi sarà la pace. Altrimenti, essa diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, molte nazioni saranno annientate”. Considerando le conseguenze che deriveranno dal non aver esaudito questa richiesta, il Santo Padre ha un dovere solenne, e d’ordine obiettivamente morale, di consacrare la Russia come richiesto da Nostro Signore. Se fallisce in questo suo compito, se non fa tutto ciò che può per portare a compimento questa consacrazione pubblica, egli è – sotto un punto di vista di morale oggettiva - colpevole di peccato mortale. E’ nostro dovere ricordare al Santo Padre il suo dovere solenne. ( Per una spiegazione più dettagliata di questo dovere del Papa, vedi “Un Obbligo ineludibile” ne Il Sacerdote di Fatima)

In genere, gli uomini di Chiesa ed i laici, pongono comunemente due obiezioni alla pratica di sottoporre suppliche al Santo Padre. La prima è: “La consacrazione è stata fatta. Fatela finita”. L’ovvia risposta a quest’obiezione è semplice: quand’è che la Russia è stata consacrata dal Papa al Cuore Immacolato, specificamente, pubblicamente ed in unione con tutti i vescovi della Chiesa Cattolica? Non è mai accaduto, anche se molti affermano che la consacrazione del mondo, compiuta nel 1984, abbia risposto ai requisiti. 

Tuttavia, persino Papa Giovanni Paolo II ha riconosciuto che la Consacrazione della Russia non è ancora stata compiuta come richiesto dalla Madonna. Subito dopo aver consacrato il mondo, il 25 marzo 1984, il Santo Padre si staccò dal testo preparato, e pregò: “Illumina specialmente quei popoli dei quali Tu Stessa stai aspettando la nostra consacrazione ed il nostro affidamento”. Il Papa aveva in questo modo riconosciuto, pubblicamente e dinanzi a 250.000 persone, che la Madonna di Fatima sta ancora aspettando la Consacrazione della Russia. Il giorno seguente, il quotidiano del Papa – L’Osservatore Romano – riportò le parole qui citate (vedi la riproduzione fotografica de L’Osservatore Romano del 26 marzo 1984); vedi inoltre L’Osservatore Romanodel 10 aprile 1984 [in Inglese] per la riproduzione della traduzione inglese.

Il 27 marzo 1984, due giorni dopo la consacrazione del mondo da parte del Papa, il quotidiano della CEI, l’Avvenire, riportò che tre ore dopo la cerimonia in cui aveva consacrato il mondo, il Santo Padre aveva pregato dinanzi a 10.000 testimoni, chiedendo alla Madonna di benedire “quei popoli per i quali Tu Stessa stai aspettando il nostro atto di consacrazione e di affidamento.” Il Papa ammise così, ancora una volta, che la Consacrazione della Russia rimane incompiuta. (vedi i tre paragrafi concernenti Marzo 1984 ne La Battaglia Finale del Diavolo, Una Cronologia della soppressione di Fatima)

Nelle sue interviste del 1982 e del 1983 con il Nunzio Pontificio in Portogallo (vedi “Le dichiarazioni di Suor Lucia al Nunzio Pontificio (1982-1983)”), Suor Lucia affermò chiaramente quali fossero le condizioni richieste per compiere la Consacrazione della Russia come richiesto dalla Madonna: il Papa, insieme a tutti i vescovi Cattolici del mondo, deve consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria, con una cerimonia pubblica e solenne. E’ ovvio che né la consacrazione del 1982 né quella del 1984 hanno avuto i requisiti necessari.

Nell’intervista del settembre 1985 al Sol de Fatima, una rivista portoghese, Suor Lucia affermò inoltre che la Consacrazione della Russia non era ancora stata compiuta perché, ancora una volta, la Russia non era stata l’oggetto della Consacrazione del 1984, e perché i vescovi del mondo non vi avevano partecipato (vedi “La Disinformazione sulla Consacrazione della Russia”).

La seconda obiezione è quella secondo la quale il papa è stanco di ascoltare chi gli chiede la Consacrazione della Russia, e non ne vuole più sentir parlare. Può anche essere vero, ma egli ha il dovere, in giustizia, di assicurarsi che questa consacrazione venga compiuta. Fa parte delle sue responsabilità di Pontefice. Accedendo al Soglio Pontificio, infatti, egli ha accettato su di se la responsabilità del bene di tutta la Chiesa e la salvezza delle anime di tutto il mondo. Proprio come un dottore o un avvocato hanno il dovere, in giustizia, di curarsi dei propri clienti, così i pastori della Chiesa hanno l’obbligo di fare il proprio dovere per la salvezza delle anime. E così come chiunque ha il diritto di pretendere che un dottore o un avvocato facciano il proprio dovere, così anche i fedeli hanno il diritto di chiedere ai propri pastori di fare il loro.

Il Signore ci ha ricordato il nostro diritto di chiedere giustizia, anche se questo vuol dire scomodare i nostri pastori. Alla fine essi diranno “Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi” (Luca 18, 4:5). Questa Consacrazione solenne della Russia, come richiesta dalla Madonna di Fatima, è assolutamente necessaria per evitare il castigo e per ottenere le promesse della Madonna. Consacrare la Russia e ordinare ai vescovi di unirsi a lui in tale cerimonia è responsabilità del Papa. Ma anche se tocca al Papa e ai vescovi, in ultima analisi, compiere questa consacrazione, è nostro dovere di fedeli, in quanto parte della Chiesa militante, quello di aiutare la sua realizzazione per mezzo di suppliche al Santo Padre e pregando per lui affinché possa compiere questo atto. Anche se Nostro Signore ha avvertito Suor Lucia dei gravi castighi che attendono i Suoi ministri per aver ritardato l’esecuzione dei Suoi ordini, Egli ha tuttavia aggiunto: “Non è mai troppo tardi per fare ricorso a Gesù e Maria.”1

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Note:

1. In una comunicazione divina a suor Lucia, avvenuta a Rianjo, in Spagna, nel 1931, (vedi “L’Apparizione di Rianjo (1931)”), Nostro Signore affermò:"Fate sapere ai Miei ministri, dato che seguono l'esempio del Re di Francia nel non esaudire le Mie richieste, che essi lo seguiranno nella sventura. Non è mai troppo tardi per fare ricorso a Gesù e Maria." Dio stava qui facendo riferimento specifico alle richieste del Sacro Cuore comunicate al Re di Francia per mezzo di Santa Margherita Maria Alacoque, il 17 giugno 1689. Come risultato del rifiuto di Re Luigi XIV di consacrare la Francia al Sacro Cuore di Gesù come richiesto dal Cielo per mezzo di una suora, la cui reputazione di santità era assai conosciuta, – e grazie anche ai successivi rifiuti del nipote del re, Re Luigi XV e del nipote di quest’ultimo, Re Luigi XVI – la contro-chiesa Protestante e Massonica riuscì a scatenare con successo la Rivoluzione Francese. Il 17 giugno 1789 (Festa del Sacro Cuore), esattamente nel centesimo anniversario in cui Santa Margherita Maria aveva messo per iscritto i grandi progetti del Cielo per il Re, il Terzo Stato si ribellò e si auto-proclamò Assemblea Nazionale. Il 21 gennaio 1793 la Francia, ingrata e ribelle verso il proprio Dio, osò decapitare il suo Re più Cristiano. A Rianjo, Gesù ci ha avvertito che questo oscuro capitolo della Storia si ripeterà, e questa volta saranno i ministri della Sua Chiesa – i vescovi, e forse persino il Papa stesso – ad esserne le vittime impotenti. (Vedi “L’Apparizione di Rianjo (1931)”).