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Malgrado i tentativi di seppellirlo:

Papa Giovanni Paolo II ci 
la chiave

La Madonna di Fatima ha detto, “in Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.” Cos’è un dogma? E cosa ha a che vedere con il Terzo Segreto? Padre Gruner ci dimostra magistralmente il modo con cui possiamo proteggere le nostre anime; come possiamo comprendere, senza ombra di dubbi, cosa ci viene richiesto dalla Nostra Fede Cattolica; e come questo ci aiuti a comprendere i contenuti più profondi del Terzo Segreto.

di Padre Nicholas Gruner, S.T.L., S.T.D. (Cand.)

Parte I

In quest’intervista rispondo alle tre seguenti e fondamentali domande riguardanti il Terzo Segreto di Fatima: 1) è importante per noi esserne a conoscenza? 2) Che cos’è il Terzo Segreto? 3) Che cosa possiamo fare al riguardo?  

D: Che cosa ci ha detto il Papa riguardo al Terzo Segreto?  

Papa Giovanni Paolo II ci ha fornito gli elementi essenziali del Terzo Segreto durante la propria omelia del 13 maggio 1982, così come in quella pronunciata durante la cerimonia di beatificazione dei Beati Giacinta e Francesco Marto, avvenuta a Fatima il 13 maggio 2000.

D: Che cosa ci ha detto il Papa riguardo al Terzo Segreto il 13 maggio 1982? 

Il 13 maggio 1982 Papa Giovanni Paolo II chiese nella sua omelia, “Può la Madre, la quale con tutta la potenza del suo amore, che nutre nello Spirito Santo, desidera la salvezza di ogni uomo, tacere su ciò che mina le basi stesse di questa salvezza?” Il Papa rispose quindi a se stesso, “no, non può!” Qui il Papa in persona ci dice che il Messaggio di Fatima riguarda l’avvertimento della Madonna secondo la quale le fondamenta della nostra salvezza stanno venendo minate. Quindi, il 13 maggio 2000, nella sua omelia pronunciata durante la cerimonia di beatificazione, Giovanni Paolo II ammonì i fedeli a stare in guardia contro la coda del drago, citando i versi 3 e 4 del Capitolo 12 del Libro dell’Apocalisse. Il verso 4, Capitolo 12 del Libro dell’Apocalisse parla della coda del drago che spazza via un terzo delle stelle del cielo, cosa che viene comunemente interpretata a simboleggiare un terzo del Clero Cattolico.

D: Ma nel Messaggio di Fatima, dov’è che la Beata Vergine Maria parla delle basi della nostra salvezza che vengono minate? 

Certamente, non nelle prime due parti del Segreto di Fatima, che non dicono niente riguardo alle basi della nostra salvezza che vengono minate o riguardo alla coda del drago che spazza via le anime consacrate dal loro stato di esaltazione. L’unico evidente riferimento contenuto nel testo del Messaggio di Fatima, riguardante la nostra salvezza che verrebbe minata alle basi o alle anime consacrate che stanno cadendo dal loro stato di grazia, si trova nella quarta memoria di Suor Lucia, dove ella aggiunse al testo integrale del Messaggio una frase che aveva taciuto prima di esse: “In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della Fede, ecc.” Qui, e solo qui, la parte rivelata del Messaggio integrale di Fatima va a toccare la questione dei dogmi di Fede, e come essi saranno conservati in Portogallo.  

Ma quale motivo avrebbe mai avuto la Madonna nel menzionare questo fatto, se il dogma venisse mantenuto anche in tutte le altre parti del mondo? E’ ovvio che il riferimento al Portogallo come luogo in cui il dogma sarà conservato, introduce il concetto che altrove, invece, esso sarà perduto, e quell’“altrove” è indubbiamente descritto nelle parole che seguono l’“ecc.” di Suor Lucia. Eppure la visione pubblicata il 26 giugno 2000 non contiene nessun altra parola della Madonna. Dove sono, quindi, le parole compresse da quell’“ecc.” che segue il riferimento, ovviamente momentaneo, al Portogallo come nazione in cui verrà preservato il dogma – dogma che non verrà evidentemente mantenuto altrove? Posso solo concludere che le parole mancanti della Madonna si possono trovare sotto forma di “Colonna sonora” del Terzo Segreto, laddove la Madonna spiegherebbe la visione pubblicata il 26 giugno dal Cardinale Ratzinger e da Monsignor Bertone. Ed è il caso di far notare che Madre Angelica, durante la sua trasmissione televisiva, disse anch’essa di essere “una di quelle persone che non credono affatto che sia stato detto tutto al riguardo” – intendendo nei confronti del Terzo Segreto. Madre Angelica spiegò che secondo la sua opinione non ci è stato detto tutto perché “Ritengo che sia terrificante”. Concordo completamente. E’ decisamente un segreto terrificante, perché deve riguardare il pericolo più grande tra tutti – quello che affligge la Fede e la salvezza delle anime. La visione pubblicata il 26 giugno 2000 semplicemente non contiene niente di così spaventoso, o persino controverso, tanto da costringere il Vaticano a tenerlo sotto chiave per quarant’anni.  

D: Cosa intendeva il Papa nel 1982 quando parlò delle “basi della nostra salvezza”? Che cos’è la base della nostra salvezza?

Si tratta della Fede Cattolica. Lo sappiamo grazie al Credo Atanasiano che recita come segue: “Chiunque desideri essere salvo deve prima di tutto aderire alla Fede Cattolica. Deve preservare la propria fede integra ed inviolata; altrimenti perirà quasi certamente per l’eternità.”

La base della nostra salvezza, quindi, le sue fondamenta, risiedono nell’appartenere alla Chiesa Cattolica e al mantenere salda ed inviolata la nostra Fede Cattolica. Ed è questo di cui parla il Terzo Segreto: lo sappiamo non solo dalle affermazioni del Papa ma anche dalle parole della Madonna di Fatima stessa, che disse: “in Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.” indicando – come tutti gli esperti di Fatima hanno affermato – che il Terzo Segreto riguarda la Fede Cattolica. A conferma di questo abbiamo ovviamente il libro di Frère Michel (Il Terzo Segreto), e gli scritti di Padre Alonso. Allo stesso modo il Vescovo Amaral – terzo vescovo di Fatima – ha confermato questo punto durante un suo discorso a Vienna, in Austria, il 10 settembre 1984. In quell’occasione egli ci ha detto che il Terzo Segreto riguarda l’apostasia delle nazioni. L’apostasia avviene, ovviamente, quando vi è la perdita della fede.

Il suo contenuto”, affermò, “riguarda solo la nostra fede. Identificare il Segreto con annunci catastrofici o con un olocausto nucleare, equivale a snaturare il significato del messaggio. La perdita della fede di un continente è peggiore dell’annientamento di una nazione; ed è un fatto che la fede sia continuamente in diminuzione in Europa.”1

Anche il Cardinale Ratzinger ha confermato l’intera tesi secondo la quale il Segreto si riferisce al pericolo dell’apostasia nella Chiesa. Nella sua famosa intervista alla rivista Jesus dell’11 novembre 1984, egli afferma che il Terzo Segreto riguarda “i pericoli che incombono sulla fede e la vita del cristiano e dunque del mondo”. Ogni parola della sua intervista fu approvata dallo stesso Cardinale Ratzinger, prima di essere pubblicata.

D: Perchè dovremmo preoccuparci dei contenuti del Terzo Segreto? 

Il Segreto è assai importante per noi – non potrebbe esserlo di più – perché esso riguarda la salvezza delle nostre anime individuali. Riguarda anche la salvezza delle anime del Papa, dei Cardinali, dei vescovi, dei sacerdoti e di qualsiasi uomo sulla faccia della terra. Il Terzo Segreto, quindi, riguarda ogni uomo, donna e bambino di questo mondo, ma in special modo i Cattolici. Si tratta dell’argomento più importante di tutti perché concerne la nostra salvezza eterna. Nostro Signore ha detto, “Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?” Se una persona perde la propria anima a favore del Nuovo Ordine Mondiale, l’Unica Religione Mondiale, o la promessa di pace e prosperità in questo mondo, a cosa gli sarà servito se poi brucerà all’inferno per tutta l’eternità? Il Terzo Segreto, pertanto, è la cosa più importante per tutti gli uomini, le donne e i bambini di questo mondo, inclusi ovviamente tutti i sacerdoti, i vescovi, i cardinali e persino il Santo Padre.

D: Qual’è l’essenza del Terzo Segreto?  

Il Terzo Segreto è una profezia. Lo sappiamo dalle parole del Cardinale Ottaviani, che lo aveva letto, e dal Cardinale Ratzinger, il quale nella propria intervista del 1984 affermò che se il Segreto non era stato pubblicato, almeno per ora, era “per evitare di far scambiare la profezia religiosa con il sensazionalismo”. E’ una profezia che ha iniziato a realizzarsi almeno a partire dal 1960, l’anno in cui Suor Lucia disse che la profezia del Terzo Segreto sarebbe stata “più chiara”. E’ una profezia che ci parla dei nostri tempi. E’ un ammonimento amoroso della Madonna, ed un consiglio su come comportarci in queste circostanze. 

Il Terzo Segreto della Madonna di Fatima ci ha rivelato che il dogma della Fede sarà conservato in Portogallo, e tutti gli esperti di Fatima concordano sul significato di questa frase: al di fuori del Portogallo, il dogma della Fede non sarà conservato. E’ questo il primo punto essenziale del Terzo Segreto.

Il Terzo Segreto, quindi, riguarda per prima cosa i pericoli contro la Fede, proprio come disse il Cardinale Ratzinger nel 1984. San Giovanni ci rivelò ciò che può dominare il mondo: la nostra fede. Affinché il mondo possa dominare la Chiesa, deve dominare prima la nostra fede. Ed è questo il nodo centrale del Segreto: la nostra fede. Lo sappiamo dalle parole pronunciate dalla Madonna a Suor Lucia, all’inizio del Terzo Segreto; lo sappiamo grazie al Cardinale Ratzinger, al Vescovo di Fatima, alle affermazioni del Santo Padre a Fatima nel 1982 e nel 2000. Il Terzo Segreto riguarda la nostra fede. Non c’è dubbio alcuno al riguardo.   

In secondo luogo, esso riguarda il dogma della fede. La Madonna di Fatima parlò del dogma della fede in quanto verrà conservato per sempre in Portogallo. Perché la Madonna parlò del dogma della fede? Ella ne parlò perché esso sarebbe stato il bersaglio di coloro che avrebbero attaccato la Chiesa dal suo interno. Cos’è un dogma? Un dogma è ciò che è stato definito in modo infallibile. Il dogma della Fede si riconosce tramite le definizioni solenni ed infallibili del Magistero della Chiesa. La parola infallibile significa che “non può essere in errore”. Pertanto, le definizioni della Fede, definite solennemente dalla Chiesa, non possono sbagliarsi. Sappiamo quindi cos’è la Fede, e cos’è il dogma della Fede, per mezzo delle definizioni infallibili.   

Il problema è che a partire dal Vaticano II abbiamo assistito alla nascita di nuovi concetti, fatti passare nella Chiesa come “nuova” dottrina Cattolica, che appaiono in contraddizione o perlomeno quali “revisioni” delle definizioni infallibili. Ma come ha chiaramente insegnato il Vaticano I, il Magistero infallibile – ovverosia un pronunciamento di insegnamento definitivo alla Chiesa da parte del Papa, con o senza l’ausilio di tutti i vescovi – non può insegnarci una nuova dottrina. Il Magistero può unicamente decidere e spiegare compitamente ciò che Dio ha rivelato tramite i Suoi apostoli. Non esiste altra dottrina rivelata dal Signore sin dalla morte dell’ultimo Apostolo, San Giovanni. Per questo motivo, questa “nuova” dottrina è solo una pseudo-dottrina, che sta venendo insegnata in modo assai sottile; ma quando essa contraddice la dottrina definita infallibilmente, allora dobbiamo credere a quest’ultima e dobbiamo rifiutare la “nuova” dottrina. E’ quindi assai importante capire che è il dogma della Fede ad essere infallibile, non gli uomini. Laici, sacerdoti, vescovi, cardinali e persino il Papa possono tutti sbagliare in argomenti che non riguardino il crisma dell’infallibilità, come la storia ci ha mostrato con più di un Papa (ad esempio, dopo la morte di Papa Onorio, egli fu condannato dal Terzo Concilio di Costantinopoli [680 DC] per aver aiutato e favoreggiato l’eresia, e tale condanna fu approvata da Papa Leone II e ripetuta da papi successivi). Ma le solenni definizioni della Fede compiute dal Papa, o dal Papa insieme a tutti i vescovi in un Concilio Ecumenico, non possono essere in errore.    

Tutto ciò che rientra nell’ambito di giudizio di queste definizioni non può essere erroneo. E quindi se un papa, un cardinale, un vescovo, un sacerdote o un laico ci insegnano qualcosa che va contro ad una qualsiasi definizione della Fede, sappiamo per certo che quel laico, quel sacerdote, quel vescovo, quel cardinale o quel papa si stanno sbagliando. Ad esempio, quando Giovanni XXII nel pronunciò 14° secolo delle omelie (ma non definizioni solenni) in cui insisteva che i beati defunti non partecipavano della Visione Beatifica fino al giorno del Giudizio Universale, egli venne contestato e corretto dai teologi, ritrattando infine sul letto di morte la propria eretica opinione.

Ma come possiamo esserne così sicuri? Perché la definizione è infallibile, non può essere sbagliata. Come ho detto, un Papa, un cardinale, un vescovo, un sacerdote o un laico possono sbagliarsi. Si, persino un Papa può sbagliarsi, ed egli sbaglia se esprime un’opinione contraria ad una definizione solenne e infallibile della Chiesa Cattolica. Quando accade un evento del genere, questo non vuol dire che la Chiesaha sbagliato, ma solo che il Papa ha fatto un errore senza che questo, ovviamente, debba venire imposto alla Chiesa intera. Come abbiamo visto con l’esempio di Giovanni XXII, il Papa può commettere un errore esprimendo una propria opinione o insegnando qualcosa, quando quest’ultima non è stata imposta alla Chiesa con una solenne e infallibile definizione. Quindi, quando la Madonna parla del “dogma della Fede”, Ella ci indica che i pericoli contro la Fede sono facilmente individuabili, poiché essi contraddicono le solenni definizioni dogmatiche della Fede Cattolica. Tali definizioni sono infallibili.  

D: Abbiamo altri esempi di sacerdoti, vescovi, cardinali o persino di Papi, che hanno commesso errori?  

Si, certamente. Prendiamo ad esempio Martin Lutero, un sacerdote che sbagliò e insegnò l’eresia. O il Vescovo Nestorio, che insegnò il Nestorianesimo – condannato dal Concilio di Efeso. Vi è poi l’esempio del sacerdote Ario, che creò l’erronea dottrina Ariana. Anche i papi hanno fallito talvolta; abbiamo già citato Giovanni XXII e Papa Onorio. Anche il primo papa, San Pietro, commise un errore, come riportato dalle Scritture – non per ciò che disse ma per l’esempio che dette. Ad Antiochia, nel 50 AC, Pietro si rifiutò di sedere al tavolo con i convertiti Gentili. Rifiutando questi convertiti egli dette la falsa impressione che il Primo Concilio di Gerusalemme fosse in errore nei propri infallibili insegnamenti, riguardo al fatto che la Legge cerimoniale Mosaica, inclusa la proibizione agli Ebrei di mangiare con gli “impuri” Gentili, non fosse imposta anche alla Chiesa Cattolica. Fu questo l’incidente che spinse San Paolo a sconfessare pubblicamente San Pietro, in modo assai drastico.

Un altro esempio di un pontefice in errore ci viene da Papa Liberio, nel 357 DC (circa), la cui difesa pubblica di un’equivoca affermazione di Fede avrebbe potuto essere interpretata in senso Ariano e quindi eretico. Sempre Liberio (anche se sotto coercizione, mentre era in esilio) condannò e scomunicò erroneamente Sant’Attanasio – ma in realtà dette solo l’apparenza di scomunica al proprio documento – il quale stava difendendo la fede contro l’eresia Ariana. Papa Liberio, il primo papa a non essere proclamato Santo dalla Chiesa, era in errore perché Attanasio stava insegnando la dottrina Cattolica – la vera dottrina, quella infallibile – insegnata in modo infallibile dal Concilio di Nicea. Nel caso di Papa Giovanni XXII, di cui abbiamo già parlato, il pontefice che lo seguì si pronunciò infallibilmente contro la dottrina del proprio predecessore. Anche Papa Onorio fu condannato per aver aiutato e favoreggiato l’eresia, come abbiamo già visto. Quindi è un fatto storico e provato che i papi possono sbagliarsi riguardo alla Fede Cattolica; essi possono persino insegnare l’eresia; possono fallire nel proprio sacro compito di difendere i dogmi della Fede. Ma le definizioni non possono fallire – mai.  

Quando si affronta il problema se “dobbiamo credere al Papa o alle definizioni infallibili”, la risposta è che dobbiamo credere nelle definizioni infallibili, altrimenti potremmo cadere in errore, e pertanto potremmo probabilmente anche perdere la nostra anima. Quando il Papa non sta parlando infallibilmente per mezzo di una definizione solenne, è certamente possibile che egli stia dicendo qualcosa di sbagliato, proprio come fece Giovanni XXII quando, nelle sue omelie, negava l’immediatezza della visione beatifica. Se un Papa può commettere un errore, allora possono certamente farlo anche i cardinali, i vescovi e i sacerdoti, con i loro insegnamenti e le loro opinioni. I Vescovi possono sbagliarsi, così come i sacerdoti, e certamente anche Padre Gruner può sbagliarsi. Ma le definizioni dogmatiche della Chiesa non sbagliano mai. E’ per questo motivo che il Signore ci ha dato i dogmi per mezzo dell’infallibile Magistero della Chiesa, affinché, in tempi di crisi, saremo sempre in grado di trovare la verità.

D: Ma come può un sacerdote non condividere cosa dice il Papa, o anche un cardinale del Vaticano, riguardo ad una questione di fede?

 Un altro punto assai importante da capire è che anche se Padre Gruner o un qualsiasi altro sacerdote sono inferiori di rango rispetto ad un Cardinale o al Papa, questo non vuol dire necessariamente che qualsiasi cosa detta da quest’ultimi sia giusta, e che qualsiasi sacerdote che non concorda con essi in un qualche argomento di teologia sia per forza in errore.

Ecco perché la Chiesa possiede le proprie definizioni infallibili. Solamente comparando un insegnamento con le solenni e infallibili definizioni saremo in grado di discernere il vero dal falso – e non grazie al rango ecclesiastico di una persona. E’ stato proprio un laico, Eusebio, ad aver smascherato l’errore di Nestorio, un arcivescovo di Efeso all’epoca molto influente, il quale aveva negato che Maria fosse la Madre di Dio. Durante la Messa nel giorno di Natale, Eusebio si alzò dai banchi della Chiesa e denunciò Nestorio di eresia. Eppure tutti i sacerdoti ed i vescovi “di alto rango” erano rimasti in silenzio di fronte all’eresia di quest’ultimo. In questo caso, la ragione stava dalla parte di un semplice laico mentre tutti gli altri erano nel torto. La verità, quindi, non è legata a numeri o al rango, bensì a ciò che Nostro Signore e Gesù Cristo hanno rivelato nelle Sacre Scritture e nella Tradizione, e a ciò che è stato definito solennemente dalla chiesa Cattolica, e che la Chiesa Cattolica ha sempre insegnato.  

D: Lei ha ricordato anche che i pericoli alla Fede avvengono quando le definizioni dogmatiche solenni della Chiesa vengono contraddette. Ci può fornire un esempio che illustri questo punto?

Ecco come l’eresia Ariana arrecò confusione nella Chiesa dal 336 al 381 AC. La gente dovrebbe conoscere la storia dell’Arianesimo. Quest’eresia fu condannata nel 325 AC, eppure nel 336 tornò ancora a colpire. A partire da quell’anno, essa aveva conquistato a se circa il 90% dei vescovi, prima di venire definitivamente sconfitta 50 anni dopo, e persino il grande Sant’Attanasio venne “scomunicato” dal Papa nel 360. Col Primo Concilio di Costantinopoli, nel 381, l’Arianesimo era stato debellato. Tale eresia, tuttavia, era rimasta ancora molto in auge a cavallo tra il 360 ed il 380.

Uno dei motivi per cui gli Ariani furono in grado di prevalere, per un periodo di tempo, fu il fatto che essi avevano attaccato “con successo” un dogma che era stato definito solennemente ed infallibilmente dal Concilio di Nicea del 325 – ovvero che Cristo è Dio da Dio, Luce da Luce, vero Dio da vero Dio; generato non creato, consustanziale con il Padre. Questa definizione solenne ed infallibile è contenuta nel Credo del Concilio di Nicea, che pronunciamo tutte le domeniche a Messa. 

Essi ribaltarono la definizione, facendo chiedere a molti “fedeli” di cambiarla con una definizione falsa e pertanto non infallibile. Nel 336 essi rimpiazzarono la parola Greca Omousia con un’altra parola Omoiusia. La prima parola, Omousia, significa “consustanziale” con il Padre. Perché Dio Figlio sia consustanziale col Padre, il Figlio non deve solamente essere Dio ma lostesso Dio come il Padre, così che la sostanza del Padre è la sostanza del Figlio, anche se la Persona del Padre non è la Persona del Figlio. Per questo vi sono tre Persone in un Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo – ma vi è un solo Dio nelle tre Persone. E’ il mistero della Santissima Trinità.

La nuova parola Omoiusia, tuttavia, significa “di sostanza simile” al Padre. Così, la frase “consustanziale col Padre” – una frase cruciale, che pronunciamo durante il Credo Niceno – fu cambiata in “di sostanza simile al Padre” o “come il Padre”. In questo modo gli Ariani crearono confusione aggiungendo una lettera alla parola Omousia, creandone una nuova, con un nuovo significato:Omoiusia. Essi attaccarono una definizione solenne, affermando che la loro nuova definizione sarebbe stata migliore di quella solenne. Ovviamente, però, la nuova definizione non avrebbe mai potuto essere migliore di quella solenne, perché la definizione solenne è di per se infallibile.     

Aggiungendo un’unica lettera ad una singola parola, gli Ariani si sbarazzarono di una definizione solenne. Questo aprì la porta agli Ariani e ai Semi Ariani, portando ad una vera e propria guerra. La gente venne martirizzata, perseguitata, abbandonata nel deserto, mandata in esilio, e tutto questo per un cambiamento ad un dogma infallibile. Sant’Attanasio fu mandato in esilio per cinque volte dal sinodo dei Vescovi d’Egitto. Ma egli aveva ragione, e tutti gli altri avevano torto – perché egli rimase saldo alla definizione infallibile, a prescindere da ciò che potevano affermare gli altri.

D: Cosa possiamo imparare da quest’esempio?

Nel 325, la definizione solenne del Concilio di Nicea fu infallibile, ma all’epoca molte persone non comprendevano appieno che le definizioni della Fede erano infallibili. La differenza tra ora ed allora è che nel 325 AC i fedeli non avevano una definizione solenne ed infallibile che affermasse che le definizioni di Fede sono infallibili. Nel 1870, il Primo Concilio Vaticano ha definito solennemente ed infallibilmente le definizioni solenni ed infallibili. Ora sappiamo, in modo infallibile, che le definizioni solenni sono infallibili di per se. Esse non possono sbagliarsi –mai.

Quindi forse i fedeli dell’epoca possono essere scusati per essersi lasciati trascinare dagli eretici. Ma oggigiorno non abbiamo alcuna scusa se ci lasciamo tentare dagli eretici e abbandoniamo la difesa delle definizioni solenni. Nel 1870 la Chiesa ha stabilito che le definizioni solenni sono infallibili, per cui la nostra difesa – la nostra prima linea ed ultima linea di difesa – risiede in queste definizioni solenni. Esse giudicano chiunque, sono infallibili di per se – ex sese – per citare la frase in Latino usata dal Primo Concilio Vaticano. Se la gente lo avesse compreso appieno nel 325 e nel 336, non avrebbe mai abbandonato lavecchia definizione – quella infallibile – per la nuova.

Ma questo è esattamente ciò che sta avvenendo oggi, ancora una volta. Giudichiamo le cose alla luce del Concilio Vaticano Secondo, invece che giudicare il Concilio Vaticano Secondo alla luce delle definizioni infallibili. Queste sono le regole immutabili con le quali si misura qualsiasi dottrina, proprio come il metro o i pesi della bilancia. Non possiamo decidere  di cambiare lo standard di misurazione usando all’improvviso metri da 99 cm! Allo stesso modo, tutto ciò che riguarda la Fede va misurata con il metro delle definizioni infallibili. Persino i pronunciamenti dei Papi devono essere misurati e pesati alla luce di questo standard. Ed è questo il punto fondamentale, ed anche il motivo per cui la Madonna parlò riguardo aldogma della Fede.

Ciò cui abbiamo assistito sin dal Concilio Vaticano Secondo è un attacco, assai sottile, sferrato contro le definizioni solenni. Abbiamo avuto un concilio cosiddetto pastorale che si è rifiutato di pronunziarsi tramite definizioni solenni e che – secondo alcuni – è andato piuttosto contro alcune di esse. Sono le definizioni solenni che devono giudicare il concilio, non il contrario. Il Vaticano II non può diventare un super concilio che annulla tutti gli altri concili. Al contrario, il Vaticano II deve essere giudicato alla luce delle solenni definizioni dei concili e dei Papi precedenti, poiché il Vaticano II non ci ha dato nessuna definizione solenne e infallibile. La scusa usata da alcuni vescovi di alto rango è stata quella di dire: “vogliamo essere pastorali, non vogliamo pronunciare condanne”.

D: Cosa c’è di male nel non voler pronunciare condanne? 

La decisione stessa di non condannare gli errori e le eresie è la spiegazione offerta al motivo per il quale il Vaticano II non ha emesso definizioni solenni. Quest’ultime infatti, per loro stessa natura, devono affermare che “questa è la Fede Cattolica” e che pertanto, a stretto senso di logica, “coloro che affermano il contrario sia anatema su di loro” – ovvero che queste persone siano tagliate fuori dalla Fede e dalla Chiesa. In altre parole, dobbiamo credere in ciò per poter ottenere la salvezza. Quindi, di per se stesse, le definizioni devono anche affermare o implicitamente suggerire che coloro che non credono ad esse sono condannate. Ecco la ragione per cui gli anatemi solenni sono generalmente inclusi nelle definizioni.

Il sottile errore che sta alla base del rifiuto di pronunciare definizioni solenni, apre la porta all’uso di parole e di linguaggi che possono andare contro le definizioni solenni, ed è esattamente il trucco usato dagli Ariani nel Quarto secolo per causare confusione. Erano quasi riusciti a soggiogare l’intera Chiesa. Ed è ciò che sta succedendo adesso, più di 40 anni dopo l’apertura del Concilio Vaticano Secondo. Ecco di cosa parla la Madonna di Fatima. Ella va dritta al cuore del problema, affermando che il dogma della Fede sarà sempre conservato in Portogallo – ma che ovviamente vi sarà una perdita di tale dogma altrove. Altrimenti, l’intero riferimento stesso al Portogallo sarebbe del tutto privo di significato.

D: Riguardo al Terzo Segreto, cos’altro dobbiamo ricordarci del discorso del Papa del 13 maggio 1982? 

Non dobbiamo dimenticarci che il Papa disse che le basi della nostra Fede stavano venendo minate. Minare le basi della nostra salvezza, vuol dire minare la Fede stessa, e per farlo c’è bisogno di un attacco nascosto, per mezzo di trucchi e inganni, e non certo con un assalto diretto. Quando si mina alle fondamenta una certa struttura, generalmente lo si fa all’interno di essa. Per questo motivo la Madonna ci avvertiva di stare particolarmente in guardia versi gli attacchi insidiosi portati contro la nostra Fede, in quest’epoca della storia della Chiesa.

D: cosa disse il Papa riguardo al Terzo Segreto, il 13 maggio 2000? 

Nell’omelia pronunciata da Papa Giovanni Paolo II durante la beatificazione dei Beati Giacinta e Francesco, egli ci ha messo in guardia contro i pericoli che affliggono oggi la nostra salvezza, dicendo: Il messaggio di Fatima è un richiamo alla conversione, facendo appello all'umanità affinché non stia al gioco del ‘drago’, il quale con la ‘coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra’ (Ap 12, 4)”.

Con quest’affermazione, Papa Giovanni Paolo II rivela che un terzo del clero Cattolico sta venendotrascinato giù dal “serpente” – il Pontefice sta parlando al presente. Egli ci informa che la profezia biblica contenuta in Ap. 12:3-4 si applica ai nostri tempi: “all'improvviso nel cielo apparve un altro segno, ecco, un grande drago rosso con sette teste, dieci corna e sette diademi sulle teste. Con la coda trascinava la terza parte delle stelle, e la scagliò sulla terra…” (Ap. 12:3-4)

Ma il Papa non dice “un terzo del clero Cattolico”; egli dice (citando Ap. 12:3-4) che un terzo delle stelle del cielo sono trascinate giù dalla coda del drago. Egli non spiega cosa siano queste “stelle del cielo”. Dobbiamo rifarci ai commentari Cattolici per comprendere che le “stelle del cielo” sono le anime consacrate del clero: cardinali, vescovi, sacerdoti. Quindi, anche se Papa Giovanni Paolo II non ha detto esplicitamente “un terzo del clero Cattolico”, egli ha detto “un terzo delle stelle del cielo”.

Nel linguaggio della Bibbia, le “stelle del cielo” sono coloro che dal cielo illuminano la via agli altri, affinché anch’essi giungano in cielo. Questo passaggio è stato interpretato sempre, nei commentari Cattolici, a significare un terzo del clero – ovvero cardinali, vescovi e sacerdoti – che decade dal proprio stato consacrato e che passa in verità dalla parte del demonio. Questi ecclesiastici stanno minando alle fondamenta la Fede Cattolica, e quindi la nostra stessa salvezza.

Commentando il passo dell’Apocalisse, 12:3-4, Padre Herman B. Kramer, nel il Libro del Destino, fa notare che il drago rosso – un segno del male che potrebbe anche simbolizzare il Comunismo, per via del colore rosso, emblematico del comunismo – conduce la Chiesa in una crisi gravissima, minandola dall'’interno. In riferimento a quel terzo delle stelle del cielo, Padre Herman Kramer afferma che “si tratta di un terzo del clero” e che “‘un terzo’ delle stelle seguirà il drago”2. Per questo, un terzo del clero Cattolico lavorerà per il diavolo nel distruggere la Chiesa dal suo interno, probabilmente sotto l’influenza del Comunismo.

Padre Herman Kramer prosegue affermando che per mezzo del clero apostata, molto probabilmente il diavolo instillerà nella Chiesa “l’accettazione di morali non cristiane, di false dottrine, di compromessi con l’errore, o l’obbedienza ai governi statali in violazione della propria coscienza.” In più, egli afferma che “Il significato simbolico della coda del drago potrebbe essere rivelatrice del fatto che il clero che si abbandona all’apostasia avrà le posizioni più influenti all’interno della Chiesa, avendo conquistato le preferenze per mezzo dell’ipocrisia, dell’inganno e dell’adulazione.” Il clero che seguirà il drago – ovvero il diavolo – includerà coloro che “si sono rifiutati di predicare la verità o di ammonire i peccatori tramite il buon esempio, ma che piuttosto hanno cercato la popolarità, rimanendo lassisti e schiavi del rispetto umano,” così come coloro che “temono per i propri interessi e non protestano contro le pratiche malvagie nella Chiesa” ed i vescovi che “ostacolano i sacerdoti giusti che osano dire la verità.”3 Padre Herman Kramer, riguardo la situazione in cui versa la Chiesa Cattolica nei tempi profetizzati da Ap. 12:3-4, afferma che:

La democrazia apostolica fondata da Nostro Signore ha dato luogo ad una monarchia assoluta, in cui l’episcopato regna con un dispotismo di carattere orientale. I sacerdoti verranno ridotti ad uno stato di servilismo e di sicofantico opportunismo. Le regole determinate da ragione, giustizia e amore verranno soppiantate dall’assoluto volere del vescovo, le cui opere e parole saranno accettate senza discussione, senza ricorso ai fatti, alla verità o alla giustizia. La coscienza perderà il suo diritto di guidare le azioni dei sacerdoti e verrà ignorata o condannata. La diplomazia, gli espedienti ed i compromessi saranno considerati le virtù più grandi.”4

Sembra pertanto assai chiaro che Giovanni Paolo II abbia lanciato alla Chiesa un avvertimento riguardo al Terzo Segreto: esso concerne il clero, quel terzo del clero Cattolico che sta seguendo il demonio e sta trascinando con se le anime dei fedeli. Cos’altro infatti avrebbe avuto in mente il Papa, alla luce dei commentari che certamente conosceva, quando egli citò l’Apocalisse 12:3-4 e ci avvertì riguardo alla coda del drago? Come abbiamo appena visto, non è una mia opinione; è cosa ormai risaputa che le stelle del cielo simboleggiano il clero Cattolico.

Ecco quindi il Santo Padre in persona che rivela ciò che è contenuto nel Terzo Segreto. Perché, vedete, il riferimento all’Apocalisse 12:3-4 non è contenuto in nessuna parte del Messaggio di Fatima, pertanto deve trattarsi del Terzo Segreto, nelle parole della Madonna che non sono mai state pubblicate, anche se - all’epoca in cui egli pronunciò quest’omelia - la loro pubblicazione era appena stata ordinata.

Per concludere, è ormai chiaro che la corruzione della Fede Cattolica, compiuta da un terzo del clero Cattolico dall’interno della stessa Chiesa Cattolica, è una parte essenziale del Terzo Segreto. Il tradimento di un terzo del clero è contenuto nel Messaggio di Fatima, e questo tradimento sta accadendo ora. Molti prelati stanno tradendo la Chiesa con il loro comportamento scandaloso. Le prove della rivelazione del Terzo Segreto sono dinanzi ai nostri occhi. Nella propria omelia a Fatima, lo stesso Papa ci ha messi in guardia contro ciò che sta avvenendo oggigiorno. Quindi, un terzo del clero Cattolico sta promuovendo, direttamente od indirettamente, le false dottrine che vanno contro i dogmi della Fede, contro le dottrine definite. Ma le definizioni, di per se, devono anatemizzare l’errore. E’ nella loro stessa natura che chiunque creda il contrario, sia al di fuori della Fede Cattolica e, per questo motivi, al di fuori della Chiesa Cattolica. Per poter essere salvati, bisogna appartenere alla Chiesa Cattolica.

D: Come si fa ad appartenere alla Chiesa Cattolica?

Devi essere battezzato in una Chiesa; devi continuare ad accettare l’autorità del Papa che regna sulla Chiesa, come insegnato da Gesù Cristo e come definito dalla Sua Chiesa; e devi professare saldamente la Fede Cattolica, integra ed inviolata. Pertanto, se qualcuno crede nell’opposto di quanto affermato da un dogma definito infallibilmente, con tale atto allora egli non è soltanto tagliato fuori dalla dottrina della Fede, ma anche dalla Chiesa stessa. Se egli è al di fuori della Chiesa, è ovviamente anatemizzato – ovvero è dannato per il fatto di credere alla dottrina condannata. E’ questa l’essenza stessa di qualsiasi definizione: essa afferma ciò che è vero, e l’opposto di ciò che essa definisce è pertanto falso. Coloro che seguono questa dottrina falsa vanno all’inferno.

San Paolo disse: “Se io, o un angelo dal cielo o chiunque altro insegna una dottrina differente da quella che vi ho insegnato, sia anatema su di lui”. Sia maledetto, sia egli tagliato fuori dal Signore e dalla comunione dei santi, e vada egli all’inferno. Quindi tutte le definizioni – sia esplicitamente sia implicitamente – condannano l’errore, ma il Vaticano Secondo si è rifiutato di definire solennemente la dottrina o di condannare l’errore. Durante Concilio Vaticano Secondo si tentò di avere un concilio cosiddetto “pastorale”, che non condannò l’errore. Ma non facendolo, alla fine il Concilio Vaticano Secondo si rifiutò sostanzialmente di esercitare il suo infallibile Magistero. Pertanto, tutto ciò che è stato insegnato dal Vaticano II andava giudicato secondo gli infallibili insegnamenti della Chiesa – e non il contrario: il Vaticano Secondo non può giudicare gli insegnamenti infallibili della Chiesa.

Il Vaticano II non è autoritario nella misura in cui esso non ha esercitato il proprio supremo Magistero, il proprio potere di definire la dottrina e di anatemizzare l’errore. E per questo motivo, dato che esso non ha esercitato la propria autorità, tutto ciò che venne fatto e detto nel Vaticano II – e che non avesse ricevuto preventivamente una definizione infallibile – andava esaminato alla luce delle definizioni dogmatiche della Chiesa Cattolica. Tuttavia, non è ciò che sta accadendo al giorno d’oggi. Ciò che accade oggi invece è che la gente sta ridefinendo “la fede” – che non è più tale – alla luce del Vaticano II, anche andando contro le definizioni solenni della Chiesa Cattolica. Ciò cui dobbiamo obbedire sono le definizioni solenni, infallibili e inesauribili – che non possono e non potranno mai essere in errore.

Ecco perché è fondamentale, ai giorni nostri, ricordarci ciò che disse Nostro Signore: “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la Fede sulla terra?” Ed egli disse, riferendosi apparentemente alla stessa epoca, che “se possibile anche l’eletto sarà ingannato”. Come potremo quindi evitare di essere ingannati dall’apparenza di insegnamenti Cattolici che in realtà non lo sono affatto, bensì sono il loro contrario? Eviteremo di essere ingannati se ci manterremo saldi – con tutta la nostra potenza, tutto il nostro cuore, la nostra forza, la nostra volontà e specialmente la nostra mente – alle definizioni infallibili. Esse non possono errare; mantenendoci salde in esse, ci manterremo saldi nella Fede Cattolica. Se non lo faremo, potremo essere ingannati come chiunque altro. Ecco perché è fondamentale ricordare che la Madonna ha parlato del dogma della Fede. Il dogma della Fede è definito dalle solenni definizioni Cattoliche.

D: Perché Papa Giovanni Paolo II non è stato più chiaro nei suoi avvertimenti? 

Così come nella sua affermazione del 1982, il Papa non ha detto che la Fede sarebbe stata minata alle proprie fondamenta, ma ha affermato che le basi della nostra salvezza stanno venendo minate. E che cosa sono queste basi? Nient’altro che la nostra Fede. Dobbiamo capire che il Papa ci sta dicendo tutte queste cose, ma che non poteva farlo ancora apertamente.

Da una parte il Papa sentiva di dover parlare perché – come la Madonna – egli non poteva rimanere in silenzio; e ha parlato in modo assai pubblico, da un luogo gremito di gente, in mezzo ai devoti servi della Madonna – ovvero davanti alla folla di Fatima, davanti ad un milione di persone nel 1982 quando parlò della base della nostra salvezza che veniva minata. Nel 1982 Egli parlò anche delle minacce apocalittiche – o quasi – che si avvicinavano per l’umanità. Nel 2000, egli ha parlato del “terzo delle stelle del cielo”. Ma non ha parlato in termini sufficientemente chiari tali da venire compresi dall’uomo medio, almeno senza una piccola spiegazione. Il Papa ci sta dicendo che il Terzo Segreto riguarda i pericoli della Fede e che vi è coinvolto un terzo del clero Cattolico. Tuttavia, il Papa non ha affermato queste cose in modo diretto – bensì in modo implicito, con termini che solo l’erudito poteva comprendere. Egli non voleva spaventare le persone semplici senza che gli venisse data una spiegazione.

Suor Lucia disse più volte che in questi tempi di confusione, di “disorientamento diabolico”, vi sarebbero state persone di grande autorità nella Chiesa – persone che hanno una grande responsabilità (per essere più chiari: Cardinali, vescovi e sacerdoti) che sarebbero stati “ciechi che conducono altri ciechi”. E’ un castigo spirituale per i nostri peccati per non aver ascoltato gli avvertimenti già pubblicati a Fatima.

Sappiamo con un certo grado di sicurezza che il Papa non si sentiva in grado di parlare apertamente, perché circondato in qualche modo da sacerdoti, vescovi e cardinali che stavano e stanno minando alle fondamenta la Fede, che fanno parte di quel terzo. Ma il Papa forse non sapeva chi fossero, o forse si, fatto sta che non si sentiva in grado di parlare apertamente e di sopravvivere fino al giorno seguente. Qualunque sia il motivo, egli non ha parlato in modo del tutto chiaro – ma lo ha fatto abbastanza da permetterci di capire la situazione. In un occasione Gesù disse ai Suoi discepoli: “Chi ha orecchie per intendere, intenda”. (ovvero a chi è capace di comprendere, comprenda).

D: Come viene minata alle fondamenta la base della nostra salvezza – la Fede Cattolica?

Il Papa ha affermato che l’attacco alla Fede Cattolica giunge dall’interno. Egli ha detto: “Può la Madre, la quale con tutta la potenza del Suo amore, che nutre nello Spirito Santo, desidera la salvezza di ogni uomo, tacere su ciò che mina le basi stesse di questa salvezza?” La parola “minare” implica indebolire le fondamenta dall’interno. Si attacca dall’esterno, ma si mina dall’interno, dove l’attacco non è atteso e tutta la difesa è rivolta all’esterno – e dove tutti ti considerano “un amico”.

La Fede è stata sempre attaccata dall’esterno; ma come ci dice il Terzo Segreto, nella nostra epoca la Fede sta venendo attaccata anche da “falsi fratelli” all’interno della Chiesa. Sappiamo dagli studi di Frère Michel e di Frère François che il Terzo Segreto è una profezia per i nostri tempi, che ha inizio nel 1960 (Il Terzo Segreto e l’opuscolo Il Segreto di Fatima … Rivelato, scritti entrambi da Frère Michel de la Sainte Trinitè e disponibili presso il nostro apostolato) e che stiamo vivendo nel periodo profetizzato dal Terzo Segreto (ovvero dal 1960 – quando avrebbe dovuto essere rivelato – fino a quando la consacrazione della Russia sarà infine compiuta).

Le basi della Fede Cattolica stanno venendo minate specificamente da un terzo del clero (con l’indubbio aiuto e sostegno di alcuni tra i “fedeli”), che parla e agisce al di fuori delle definizioni infallibili – soppiantando e cancellando i dogma della Fede e parlando in termini che possono essere facilmente male interpretati, così che tante persone si confondono o vengono tratte in errore e non dipendono più dalle definizioni infallibili. E’ evidente: l’attacco alla Fede viene potato dall’interno della Chiesa.

E questo ci riconduce all’affermazione del Papa del 2000: oggi, un terzo del clero Cattolico sta lavorando per il drago e per il demonio. Essi stannominando le basi della fede – lo stanno facendo dall’interno. Ed è questo il motivo per cui il Papa ci ha dato l’indizio che Apocalisse 12:3-4, significhi il minare le basi della Fede Cattolica dal suo interno.

Papa Giovanni Paolo II ci ha detto quindi che le basi della Fede Cattolica stanno venendo minate dall’interno (13 maggio 1982: “mina le basi della salvezza dei Suoi figli”) dal clero Cattolico (13 maggio 2000: “un terzo delle stelle del cielo). In aggiunta, l’edizione del 1974 della rivista tedesca Neues Europarivelò che una parte del Terzo Segreto riguardava cardinali che si oppongono a cardinali, vescovi che si oppongono a vescovi.

D: Perché i cardinali ed i vescovi si opporrebbero l’uno contro l’altro? 

Sarebbe sbagliato per i cardinali ed i vescovi opporsi l’un l’altro, a meno che non vi fosse qualcosa di fondamentale in gioco. Sant’Agostino disse: “Unità nell’essenziale, libertà nelle cose non essenziali; carità in tutte le cose”. Che si intende per essenziale? Per esempio la Fede, tra le altre cose. Quindi se un cardinale è eretico, gli altri cardinali dovrebbero opporsi ad esso. Mentre se riguarda cose non essenziali, essi non dovrebbero opporvisi.

Ma il fatto dei cardinali e dei vescovi che si oppongono l’uno contro l’altro è un’affermazione contenuta nella versione del segreto, pubblicata nel 1963 da Neues Europa. Dal racconto che segue, sappiamo che il Cardinale Ottaviani incoraggiò la pubblicazione di quella versione del 1963, quando gli fu chiesto se avesse dovuto essere pubblicata o meno. Sappiamo che il Cardinale aveva una personalità assai arida, ed era piuttosto indifferente alla maggior parte delle apparizioni. Ciò non ostante, quando nel 1964 gli venne chiesto da un sacerdote se la versione del Terzo Segreto pubblicata nel 1963 daNeues Europa andasse pubblicata, il Cardinale Ottaviani rispose enfaticamente: “pubblicatene 10.000 copie! Pubblicatene 20.000 copie! Pubblicatene 30.000 copie!”

Infine abbiamo la testimonianza di Padre Malachi Martin, che ci dice che il messaggio di Garabandal contiene il Terzo Segreto, o almeno parti di esso. Malachi Martin lesse il Terzo Segreto personalmente, ed anche il messaggio di Garabandal, affermò che poiché il Vaticano non aveva pubblicato il Terzo Segreto nel 1960, la Madonna apparve a Garabandal nel 1961 e ci consegnò il Terzo Segreto. Cosa viene detto nel messaggio di Garabandal? Esso afferma che, tra le altre cose, molti cardinali, vescovi e sacerdoti sono sulla strada per l’inferno e stanno portando molte anime con se.

D: Ma perché dovremmo parlare di Garabandal nelThe Fatima Crusader quando essa non è un’apparizione approvata? 

E’ una domanda giusta e valida. Ma vorrei spigare ai nostri lettori che, malgrado le apparizioni stesse non siano approvate, il Vescovo di Garabandal – ovvero il Vescovo di Santander – ha detto che il messaggio in se non è contrario alla Fede Cattolica, che non vi è niente in quel messaggio che possa essere considerato contrario alla Fede Cattolica. Quindi, quando Padre Malachi Martin afferma che il messaggio di Garabandal contiene il Terzo Segreto o parti di esso – ed egli lo disse durante l’Art Bell Radio Show, poco prima di morire – e il messaggio di Garabandal afferma che molti cardinali, vescovi e sacerdoti stanno andando all’inferno, portando con se molte anime, ebbene tutto questo si ricollega a ciò che sappiamo riguardo al Terzo Segreto – ovvero che un terzo del clero (che potrebbe non solo significare un terzo dei sacerdoti cattolici, ma anche un terzo dei vescovi e un terzo degli stessi cardinali) sta lavorando per minare le basi della Fede Cattolica.

Note:

  1. Frère Michel de la Sainte Trinité, Tutta la Verità su Fatima, Volume III – Il Terzo Segreto, Immaculate Heart Publications, Buffalo, New York, 1990, p. 676.

  2. Father Herman Bernard Kramer, Il Libro del Destino, prima edizione del 1955, ristampa a cura di TAN Books and Publishers, Inc., Rockford, Illinois, 1975, pp. 279-284.

  3. Ibid.

  4. Ibid.