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Seppellire Fatima
(2000-2004)

L’opposizione a Fatima non è cosa nuova. La sua lunga storia è iniziata all’epoca delle apparizioni stesse, ed essa continua chiaramente anche al giorno d’oggi. Tuttavia, con i tempi che cambiano, l’opposizione a Fatima è anch’essa mutata. E’ iniziata con l’aperta derisione delle apparizioni e della Fede, da parte della stampa, e con la persecuzione dei fanciulli da parte dell’Amministratore Massonico della cittadina. Ma col tempo, l’attacco a Fatima si è evoluto: ai ranghi dei persecutori si sono aggiunte persone all’interno della Chiesa stessa (alcune in buona fede, altre veri e propri sabotatori), e l’attacco diretto si è trasformato in un’astuta manomissione. Questa manomissione del Messaggio di Fatima è un riflesso di ciò che accade oggi all’interno della Chiesa stessa, che viene anch’essa continuamente attaccata e minata alle fondamenta nel modo più feroce proprio da forze che sono penetrate al suo interno. Come ci ammoniva San Giuda:

“Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l'unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo.” (Giuda 1 : 4)
Poiché il Messaggio di Fatima era diventato sempre più ingombrante per quei prelati che desideravano intraprendere imprese di carattere ecumenico, bisognava liberarsene del tutto. Non più contenti della semplice erosione delle sue fondamenta, questi prelati sono ora determinati a seppellire il Messaggio di Fatima una volta per tutte. Essi vorrebbero che fosse ridotto ad un mero richiamo di pietà personale, con l’esclusione di qualsiasi rilevanza per la vita del mondo o della Chiesa. Essi si sforzano di rendere irrilevante qualsiasi elemento profetico contenuto nel Messaggio di Fatima. In altre parole, vogliono seppellirlo, affinché tutti dimentichino i suoi aspetti “ecumenicamente imbarazzanti”. Negli ultimi anni vi sono molti esempi di tentativi compiuti con lo scopo di seppellire Fatima. Questo articolo, tuttavia, si concentrerà su alcuni tra i più evidenti.

I. Il Cardinale Sodano ed il Terzo Segreto
– 13 maggio 2000.


Già verso giugno del 1999, Papa Giovanni Paolo II aveva reso nota la sua intenzione di beatificare Giacinta e Francesco Marto, in una cerimonia che si sarebbe tenuta a Fatima il 13 maggio 2000. Questo sviluppo aveva chiaramente scatenato uno scontro intestino all’interno dell’apparato Vaticano. Lo si evince dalla curiosa oscillazione dei dettagli della cerimonia di beatificazione, cosa assai inusuale per il Vaticano. All’inizio, nell’ottobre del 1999,  il Segretario di Stato, Cardinale Angelo Sodano, aveva annunziato che la beatificazione di Giacinta e Francesco avrebbe avuto luogo il 9 aprile 2000 a Piazza San Pietro, insieme ad altre quattro beatificazioni. Il Patriarca di Lisbona, come si legge sulla stampa Portoghese, fu informato dal Vaticano che per il Papa sarebbe stato “decisamente impossibile” venire a Fatima per la beatificazione dei fanciulli, e che la questione era “chiusa”. Il Patriarca disse ai giornalisti Portoghesi che era convinto che questa “impossibilità”, per il Papa, di tornare a Fatima fosse dovuta esclusivamente ad una decisione personale del Segretario di Stato del Vaticano.

Papa Giovanni Paolo II, tuttavia, aveva altre idee. Nel novembre del 1999 Sua Santità – scavalcando in modo ovvio il Cardinale Sodano – ordinò al Vescovo di Leiria-Fatima, Serafim de Sousa Ferriera e Silva, di annunciare che il Papa sarebbe giunto a Fatima il 13 maggio, per compiere le beatificazioni. Il Vescovo Serafim diede questo annuncio nel dicembre del 1999. Successivamente, nel marzo del 2000, il Vescovo si fece sfuggire che “il Papa farà qualcosa di speciale per Fatima.” Questo scatenò immediatamente una ridda di speculazioni da parte della stampa, e cioè che il Papa stesse per rivelare, finalmente, il Terzo Segreto. Per questo motivo, il Vescovo Serafim venne rimproverato pubblicamente dal Cardinale Patriarca di Lisbona, Josè da Cruz Policarpo.

Il Papa giunse a Fatima il 13 maggio 2000 per beatificare Giacinta e Francesco. Giravano molte voci riguardo al fatto che il Papa avrebbe rivelato il Terzo Segreto in quell’occasione. Nel suo sermone, il Pontefice Romano collegò inequivocabilmente il Messaggio di Fatima alla visione Apocalittica di San Giovanni Evangelista ‘allertando l’umanità a non avereniente a che fare con il “drago” la cui “coda spazzò via un terzo delle stelle del Cielo, scaraventandole a terra”. (Apoc. 12:4)

Il Santo Padre Concluse così il suo sermone:

“Nella sua sollecitudine materna, la Santissima Vergine è venuta qui, a Fatima, per chiedere agli uomini di “non offendere più Dio, Nostro Signore, che è già molto offeso”. È il dolore di mamma che l'obbliga a parlare; è in palio la sorte dei suoi figli. Per questo Ella chiede ai pastorelli: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori; tante anime finiscono nell'inferno perché non c'è chi preghi e si sacrifichi per loro” (Vedi in inglese: Papa Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000, a Fatima).

Ma il Papa non annunciò l’imminente rivelazione del Terzo Segreto. Il Segretario di Stato, Cardinal Sodano, annunciò che il Papa aveva deciso di rivelare il Terzo Segreto di Fatima. Egli affermò:

Nella solenne circostanza della Sua venuta a Fatima, il Sommo Pontefice mi ha incaricato di darvi un annuncio. Come è noto, scopo della Sua venuta a Fatima è stata la beatificazione dei due “pastorinhos”. Egli tuttavia vuole attribuire a questo Suo pellegrinaggio anche il valore di un rinnovato gesto di gratitudine verso la Madonna per la protezione a Lui accordata durante questi anni di pontificato. È una protezione che sembra toccare anche la cosiddetta “terza parte” del segreto di Fatima.

Al che, ciò che era sembrato così strano divenne improvvisamente, assai chiaro. Il Cardinale Sodano stava preparando i fedeli ad accettare il concetto che il Messaggio di Fatima, incluso il Terzo Segreto, doveva essere ormai considerato una cosa del passato. Il processo sarebbe iniziato con “l’interpretazione” del Cardinale riguardo al Terzo Segreto:

Tale testo costituisce una visione profetica paragonabile a quelle della Sacra Scrittura, che non descrivono in senso fotografico i dettagli degli avvenimenti futuri, ma sintetizzano e condensano su un medesimo sfondo fatti che si distendono nel tempo in una successione e in una durata non precisate. Di conseguenza la chiave di lettura del testo non può che essere di carattere simbolico. …

Secondo l'interpretazione dei “pastorinhos”, interpretazione confermata anche recentemente da Suor Lucia, il “Vescovo vestito di bianco” che prega per tutti i fedeli è il Papa. Anch'Egli, camminando faticosamente verso la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi laici) cade a terra come morto, sotto i colpi di arma da fuoco.

Come i fedeli avrebbero presto imparato, tutto ciò è semplicemente una bugia. Il “Vescovo vestito di bianco” nella visione, non “cade come morto”, ma il testo della visione afferma chiaramente che egli viene ucciso da un plotone di esecuzione, insieme a molti vescovi, sacerdoti e religiosi, in mezzo ad una città in rovina. Perché, allora, inserire la parola “come” nell’ “interpretazione”? Il Cardinale Sodano, colse la palla al balzo:

Dopo l'attentato del 13 maggio 1981, a Sua Santità apparve chiaro che era stata “una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola”, permettendo al “Papa agonizzante” di fermarsi “sulla soglia della morte”... 

I successivi avvenimenti del 1989 hanno portato, sia in Unione Sovietica che in numerosi Paesi dell'Est, alla caduta del regime comunista che propugnava l'ateismo.…

Anche se le vicende a cui fa riferimento la terza parte del segreto di Fatima sembrano ormai appartenere al passato, la chiamata della Madonna alla conversione e alla penitenza, pronunciata all'inizio del ventesimo secolo, conserva ancora oggi una sua stimolante attualità.

E’ tutto molto semplice: Sodano stava preparando la strada alla sua “interpretazione” del Messaggio di Fatima che lo avrebbe seppellito una volta per tutte: il Messaggio culminò col tentato omicidio del papa nel 1981 e con la “caduta del comunismo” del 1989 – eventi che “sembrano ormai appartenere al passato”. Per assicurarsi il risultato finale, prima che il vero e proprio testo del Terzo Segreto fosse rivelato, ne sarebbe stato preparato un “commento”:

Per consentire ai fedeli di meglio recepire il messaggio della Vergine di Fatima, il Papa ha affidato alla Congregazione per la Dottrina della Fede il compito di rendere pubblica la terza parte del segreto, dopo averne preparato un opportuno commento.

L’affermazione del Cardinale Sodano che il Terzo Segreto di Fatima “sembra ormai appartenere al passato”, ad eccezione per la “chiamata alla conversione ed alla penitenza”, non ha alcun senso. Non è credibile affermare che il Terzo Segreto si riferisca al tentato omicidio del Papa nel 1981, e che sia datato sin dalla cosiddetta “caduta del comunismo”, avvenuta nel 1989. Se il contenuto del Terzo Segreto è tutto li, la rivelazione della visione e l’interpretazione che ne da il Cardinale Sodano non hanno alcun senso. Se era tutto qui, perché non rivelarlo nel 1989, quando divenne così evidentemente datato? Questa domanda non trova una risposta plausibile, tranne forse quella che scaturisce dal vero obiettivo del Cardinale Sodano, ovvero quello di assicurarsi che il problema di Fatima fosse messo definitivamente a riposo o, per usare le sue parole, reso “parte del passato”.

(Vedi “Il Segretario di Stato prende di mira il Messaggio di Fatima”  in “Il Messaggio di Fatima contro la Linea di Partito”, Cap. 8 de La Battaglia Finale del Diavolo. Vedi inoltre “Cardinal Sodano, per piacere, si faccia da parte!”, “La Linea di Partito in englese”, “L’interpretazione di Sodano”, “Ma Non si Vergognano?” e “L’Anonima ‘più alta Autorità’ del Vaticano”.)


II. La Presunta Rivelazione del Terzo Segreto – 26 giugno 2000 

Alla conferenza stampa del 26 giugno 2000, il Vaticano pubblicò un testo che pretendeva essere l’intero Terzo Segreto di Fatima, accompagnato da un commento scritto a due mani dall’allora Cardinale Ratzinger e dall’Arcivescovo (ora Cardinale) Bertone. Il testo descriveva una visione in cui il Papa (un “Vescovo vestito di Bianco”) viene ucciso da un plotone di soldati che lo uccidono mentre si sta inginocchiando ai piedi di una grande croce di legno in cima ad una collina, dopo aver attraversato le rovine di una città mezza distrutta, piena di corpi. L’esecuzione del Papa è seguita da quella di molti vescovi, sacerdoti e laici.

Naturalmente, al momento della pubblicazione di questa visione vennero fatte molte domande. Tra queste, alcune chiedevano come mai la visione pubblicata non contenesse nessuna parola della Madonna, anche se, quando nel 1960 era stato annunziato che il Segreto non sarebbe stato rivelato (“è una lettera che, probabilmente, non verrà maiaperta”), il Vaticano stesso aveva parlato delle “paroleche la Madonna aveva confidato ai bambini come un segreto”. La visione, inoltre, non fa seguito alcuno alle parole che seguono, ovviamente, alla frase “In Portogallo il dogma della Fede sarà preservato per sempre ecc.” – la frase pronunciata dalla Madonna, che Suor Lucia aveva incluso nelle sue quarte Memorie come parte del testo integrale del Terzo Segreto di Fatima. Questa frase, riguardante il dogma della Fede in Portogallo, fu misteriosamente relegata a mera nota in fondo al commentario Vaticano sul Segreto, dove fu ignorata completamente sia dal Cardinale Ratzinger che da Mons. Bertone, i co-autori del commento.

La parte commentata dal Cardinale Ratzinger affermava specificatamente che egli stesso, e Mons. Bertone, stavano seguendo “le interpretazioni” date dal Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano: ovvero quella per cui il Messaggio di Fatima, ed il Terzo Segreto in particolare, si riferisce interamente ad eventi che ormai appartengono al passato. Di conseguenza, il Cardinale Ratzinger affermò che la morte scampata da Papa Giovanni Paolo II è ciò che viene descritto nella visione del Papa che viene ucciso. Persino la stampa secolare riconobbe la falsità insita in una tale interpretazione.

Il testo della visione che fu pubblicato non contienealcun elemento descritto dal Cardinale Ratzinger, nella sua intervista del 1984 allo Jesus magazine (vedi: Le testimonianze pubblicate: Cardinal Ratzinger novembre 1984“). La visione pubblicata il 26 giugno 2000 non dice niente riguardo ai “pericoli che minacciano la Fede e la vita dei Cristiani, e pertanto [la vita] del mondo”, niente riguardo a ciò che è contenuto “in molte altre apparizioni Mariane” approvate dalla Chiesa, e niente riguardo alle profezie “annunciate nelle scritture”, tutte cose che il Cardinale Ratzinger affermava essere contenute nel Terzo Segreto, nella sua intervista del 1984. Peggio ancora, mentre il Cardinale Ratzinger affermava nel 1984 che il Terzo Segreto conteneva “profezie religiose” – un’affermazione fatta tre anni dopo il tentato omicidio contro il Papa – nel giugno 2000, sul suo commento, affermò che non vi era alcuna profezia, ma solo una descrizione di eventi passati, culminati nel tentato omicidio del 1981.

Nel suo commento, il Cardinale Ratzinger scandalizzò i fedeli, compiendo una serie di affermazioni ridicole, se non addirittura blasfeme, quali il fatto che il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria non era altro che l’amore che sconfigge le bombe e le armi, che il Trionfo che la Madonna aveva promesso si sarebbe compiuto “alla fine”, era in realtà avvenuto 2000 anni prima al momento del Suo fiat durante l’Annunciazione, quando Ella disse all’Angelo Gabriele: “Avvenga di Me quello che hai detto.” Egli affermò inoltre che la devozione al Cuore Immacolato non vuol dire altro che conformarsi personalmente al volere di Dio, e quindi acquisire, in tal modo, un “cuore immacolato” proprio, riducendo pertanto l’unico e solo Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio, ad unacondizione generale che può essere ottenuta da qualsiasi persona.

La Conversione della Russia al Cattolicesimo, e la diffusione della devozione al solo e unico Cuore Immacolato di Maria in tutto il mondo, non sono neanche menzionati nel commento del Cardinale Ratzinger. Inoltre, l’unica “autorità” su Fatima, citata dal Cardinale, è Padre Edouard Dhanis, S.J., un Gesuita modernista che ha speso anni della sua vita gettando ombre di dubbio sugli elementi profetici del Messaggio di Fatima riguardo alla Russia. Padre Dhanis ha affermato che questi elementi del Messaggio erano solamente pie invenzioni di Suor Lucia. Dhanis ha rifiutato di studiare gli archivi ufficiali di Fatima o di consultare altri documenti resigli disponibili, pur di non dover ritrattare le sue false teorie. Nell’uniformarsi agli errori di Padre Dhanis, che riduce Fatima ad una pietà generica, priva di qualsiasi contenuto profetico o di avvertimento di eventi futuri, il commento del Cardinale Ratzinger conclude il suo assalto a Fatima affermando che tutto ciò che rimane del Messaggio di Fatima, è solo preghiera e penitenza.

Il commento al Messaggio di Fatima, mentre superficialmente sembra sostenere Fatima, è in realtà un tentativo di rimuoverne gli elementi profetici (inclusi la diffusione degli errori da parte della Russia, la sua Consacrazione e conversione al Cattolicesimo, e la diffusione della devozione al Cuore Immacolato di Maria), e di seppellirli una volta per tutte. E’ un tentativo di ridurre il profondo significato e le implicazioni di quegli elementi, affinché vengano ignorati e, infine, totalmente dimenticati.

(Per ulteriori informazioni sulla pubblicazione del Terzo Segreto del 26 giugno 2000, vedi:  “La farsa del 26 giugno 2000”; “Il Messaggio di Fatima del Cardinale Ratzinger” e “Il Terzo Segreto consiste di due testi distinti?”, cap. 11 e 12, rispettivamente, de La Battaglia Finale del Diavolo; e del The Fatima Crusadernumero 64.)

III. Intervista con Suor Lucia

Il 17 novembre 2001, l’Arcivescovo Tarcisio Bertone condusse un’intervista a Suor Lucia, presso il suo convento di Coimbra, in Portogallo. Un mese dopo,L’Osservatore Romano pubblicò un comunicato riguardo all’intervista di Bertone.1 Il comunicato affermava che Suor Lucia, riguardo al Messaggio di Fatima, concordava con il commento del Cardinale Ratzinger, persino col fatto che buona parte di esso era stato inventato da lei. Poi, secondo Mons. Bertone, Suor Lucia aveva affermato che la consacrazione del mondo, compiuta nel1984, era valida come consacrazione della Russia, e che “tutto è stato pubblicato; non vi sono altri segreti.” La prima parte di quest’affermazione contraddice tutto ciò che Suor Lucia aveva detto, pubblicamente ed al contrario, negli ultimi 70 anni. La parte finale dell’affermazione viene presentata come risposta di Suor Lucia ad una domanda sul Terzo Segreto – ma la domanda, curiosamente, non viene fornita.

Ora, quando un quotidiano o una rivista pubblicano un’intervista con una persona ancora in vita, il lettore si aspetta giustamente una serie di domande seguita da una serie di risposte complete, affinché il lettore possa vedere con i suoi occhi – nel pieno contesto – cosa aveva da dire l’intervistato con le sue parole. Non in questo caso. Malgrado ci venga detto che Mons. Bertone e Suor Lucia abbiano conversato “per più di due ore”, Mons. Bertone fornisce solo il suo riassunto della conversazione, concentrato in poche parole attribuite a Suor Lucia. Non c’è trascrizione, né registrazione audio o video di quelle due ore di colloquio. In effetti, meno del 10 per cento delle parole attribuite a Suor Lucia (solo 44 parole su 463) hanno niente a che vedere con lo scopo dichiarato di quest’intervista, che era quello di rispondere ai continui dubbi nelle menti di milioni di Cattolici, riguardo alla Consacrazione della Russia e alla completezza della pubblicazione, da parte del Vaticano, del Terzo Segreto.2

Il comunicato di Bertone dimostra che Suor Lucia veniva trattata ancora come se facesse parte del programma protezione testimoni dell’FBI. Si, certo, lo sappiamo tutti che era una suora di clausura. Ma un’intervista è un’intervista, e due ore di colloquio sono pur sempre due ore di colloquio. In due ore di colloquio, si possono pronunciare tra le 11.000 e le 14.000 parole. Eppure, ce ne vengono fornite solo 463 provenienti da Suor Lucia. Dov’è l’intervista, e cos’è successo alla conversazione di due ore? E come possiamo inquadrare questo curioso surrogato di intervista con l’affermazione che Suor Lucia ha detto tutto ciò che c’è da sapere riguardo al Messaggio di Fatima? Se ci avesse detto tutto ciò che sa, allora non ci sarebbe niente da nascondere. E se non c’è niente da nascondere, perché non pubblicare tutto ciò che le è stato chiesto e tutto ciò che ha risposto, durante quelle due ore? Ed infine, perché non permettere a Suor Lucia di parlare direttamente al mondo, quanto e come vuole, e risolvere finalmente tutte le questioni?

Eppure, malgrado la pubblicazione dell’opuscolo Il Messaggio di Fatima da parte del Cardinale Joseph Ratzinger e dell’Arcivescovo Bertone il 26 giugno 2000 – un documento che ci assicura che la Russia è stata propriamente consacrata e che tutti gli eventi contenuti nel Terzo Segreto ora “appartengono al passato” – Suor Lucia è stata ancora a lungo tenuta lontana dai microfoni e da testimoni neutrali. E’ stata completamente invisibile durante la rivelazione della visione di Bertone/Ratzinger, che essi pretendevano essere il Terzo Segreto, e la pubblicazione del loro Commento ad esso. Ed ella è rimasta invisibile fino alla sua morte, anche se “Fatima appartiene al passato”. (per altre informazioni sull’informazione di Mons. Bertone con Suor Lucia, vedi: “Fateci ascoltare la testimone, in nome del Cielo”, cap. 14 of La BattagliaFinale del Diavolo.)

IV. La Persecuzione di Padre Gruner:
La minaccia di Scomunica e della Presunta Sospensione a Divinis

Un altro tentativo atto a seppellire Fatima, è stato compiuto tramite la persecuzione contro Padre Gruner – il vero promotore dell’intero Messaggio di Fatima, specialmente di quelle parti che non sono politicamente corrette (quali, ad esempio, la Consacrazione della Russia e l’intero Terzo Segreto). Il successo che ha avuto Padre Gruner nel diffondere il Messaggio completo, incluso quegli aspetti che alcuni funzionari del Vaticano vorrebbero cancellare, ha portato agli attacchi che si susseguono ormai da molti anni; l’intensità degli attacchi, tuttavia, è andata aumentando col tempo. (per ulteriori informazioni, vedi: “La Persecuzione di Padre Gruner“)

Il fatto che Padre Nicholas Gruner, un sacerdote fedele che ha dedicato tutto se stesso alla Madonna di Fatima ed alla promozione del Suo Messaggio, sia stato perseguitato in tal modo (mentre lo stesso non si può dire di sacerdoti arrestati per crimini gravissimi o per quelli che diffondono le eresie), dimostra quanto alcuni individui siano dediti all’occultamento del Messaggio di Fatima ed all’oppressione verso coloro che lo diffondono. Mentre le condizioni in cui versano il mondo e la Chiesa vanno di giorno in giorno peggiorando, e i terribili castighi predetti dalla Madonna di Fatima incombono su di noi e minacciano il nostro futuro, queste persone si adoperano incessantemente per seppellire l’unico mezzo che il Signore ci ha dato per rimediare ai problemi e portare la pace. (Per ulteriori informazioni sul tentativo di far tacere Padre Gruner, vedi “Ridurre al silenzio i Messaggeri: Padre Gruner (1989-...)”.)

V. Il Nuovo Programma interconfessionale a Fatima

Il Rito Indù officiato su di un Altare Cattolico a Fatima

Gli ultimi tre mesi del 2003, presso il Santuario Portoghese di Fatima, la vicenda ha avuto un nuovo ulteriore sviluppo, che ha scatenato l’indignazione dei Cattolici di tutto il mondo.

La serie di eventi è cominciata con un Congresso interconfessionale, tenutosi a Fatima, in cui alcuni presunti Cattolici, in veste di oratori, hanno criticato e minato alle fondamenta alcuni dogmi Cattolici.

A questo fatto sono seguiti rapporti, secondo i quali la nuova basilica modernista che sta venendo costruita a Fatima, e che è costata la bellezza di 45 milioni di dollari, sarebbe divenuta un Santuario interconfessionale.

Infine, il 5 maggio 2004, il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra, ha permesso ad un gruppo di Indù di condurre una cerimonia di preghiere pubblica su di un altare Cattolico, un atto proibito per tutta la storia della pratica e dell’insegnamento Cattolico.

Malgrado la protesta, scatenatasi in tutto il mondo, il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra, ha difeso la cerimonia di preghiere Indù a Fatima, mentre il quotidiano locale di Fatima, Notícias de Fátima, ha schernito ed insultato i fedeli Cattolici che avevano protestato contro quest’oltraggio interconfessionale.

Il Congresso Interconfessionale

Tra il 10 ed il 12 ottobre 2003, Il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra, ha ospitato il Congresso Interconfessionale di Fatima: “Il Presente dell’Uomo, il Futuro di Dio, il Luogo del Santuario in Relazione al Sacro”. Al Congresso ha partecipato anche il giornalista John Vennari, le cui relazioni sono state pubblicate dalThe Fatima Crusader e dal Catholic Family News. Sono inoltre pubblicati su internet.

Vennari ha affermato che il Congresso “conteneva alcune tra le più esplicite eresie che abbia mai ascoltato”. Vennari ha anche registrato su cassetta l’intero congresso, e ne ha filmato alcune parti.

Ecco un esempio di cosa è avvenuto:

I relatori del Congresso, tra cui Padre Jacques Dupuis e l’Arcivescovo Michael Fitzgerald, hanno detto ai delegati che i Cattolici non dovrebbero cercare di convertire i non-Cattolici alla Chiesa Cattolica. Questo perché, secondo il nuovo sistema ecumenico, i non-Cattolici fanno ormai parte del “Regno di Dio”, e non devono convertirsi alla Chiesa Cattolica per ottenere la salvezza.

Sul fatto che “non vi è salvezza al di fuori della Chiesa Cattolica”, che è un dogma definito infallibilmente e a cui i Cattolici sono tenuti a credere per poter rimanere Cattolici, Padre Dupuis ha risposto, disgustato: “Non c’è bisogno di invocare quell’orribile testo del Concilio di Firenze”. Padre Dupuis ha inoltre affermato che lo scopo del dialogo, è quello di aiutare a diventare “il Cristiano, un Cristiano migliore; e l’Indù, un Indù migliore.”

Quelli che stavano in platea, inclusi il Cardinale Patriarca di Lisbona, il Rettore del Santuario di Fatima, il Vescovo di Leiria-Fatima ed il Delegato Apostolico del Portogallo, hanno tutti applaudito al discorso di Padre Dupuis nel quale, tra molte altre oltraggiose dichiarazioni, egli aveva criticato una dottrina della Chiesa, definita infallibilmente. Il giorno seguente, l’Arcivescovo del Vaticano, Michael Fitzgerald, disse alla conferenza che: “Ieri Padre Dupuis ha spiegato la base teologica per lo sviluppo delle relazioni con i popoli di altre religioni”. In breve, l’Arcivescovo Fitzgerald aveva fatto i complimenti all’eresia di Padre Dupuis.

Si tratta di un’impudente critica di una verità Cattolica, perenne ed infallibile.

Il Concilio di Firenze, che Padre Dupuis definisce “testo orribile”, ha definito infallibilmente che “i Pagani, gli ebrei, gli eretici e gli scismatici” sono “al di fuori della Chiesa Cattolica”, e pertanto, “non possono partecipare alla salvezza eterna”, a meno che “prima della morte” essi non si riuniscano all’unica vera Chiesa di Gesù Cristo, la Chiesa Cattolica.

Il Catechismo del Concilio di Trento, fedele a questa verità, insegna che: “gli infedeli, gli eretici, gli scismatici e le persone scomunicate” sono “escluse dalla luce della Chiesa”. In altre parole, i Protestanti, gli Ebrei, i Mussulmani, gli Indù, i Buddisti, ecc., non fanno parte della Chiesa Cattolica, che è il Regno di Dio in terra.

Il Catechismo di Papa San Pio X, secoli dopo, presenta le stesse verità, senza cambiamenti. Esso insegna che: “al di fuori della vera Chiesa vi sono: gli Infedeli, gli Ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e le persone scomunicate”. Esso afferma inoltre che: “nessuno può salvarsi al di fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, proprio come nessuno potette essere salvato dal diluvio al di fuori dell’Arca di Noè, che è modello per la Chiesa.”

Eppure, le affermazioni di Padre Dupuis, così come l’intero orientamento di questo Congresso, non solo hanno negato questo dogma infallibile, ma hanno anche promosso l’indifferentismo religioso, ovvero la falsa credenza che l’uomo possa trovare la propria salvezza in qualsiasi religione.

Quest’insegnamento è stato esplicitamente condannato dal costante insegnamento della Chiesa Cattolica sin dall’inizio, ed è stato specialmente condannato dai Papi Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI e Beato Pio IX.

Papa Gregorio XVI, nella sua grande EnciclicaMirari Vos, ha specificatamente criticato la nozione che “la salvezza eterna dell’anima possa essere ottenuta per mezzo di qualsiasi professione di Fede, fintanto che le morali dell’uomo siano in linea con uno criterio di giustizia ed onestà”. Egli lo definì “l’errore più deplorevole” e una “idea odiosa che è cresciuta da tutte le parti per mezzo gli inganni di uomini malvagi”.

Eppure queste “Idee odiose” e questi “errori deplorevoli” sono stati promossi al Congresso pan-religioso del 2003, sponsorizzato dal Rettore del Santuario di Fatima, Guerra.

La sessione domenicale del Congresso ha incluso testimonianze di rappresentanti del Buddismo, dell’Induismo, dell’Islam, della Chiesa Anglicana, di quella Orientale Ortodossa e di quella Cattolica. In questa sessione, Padre Arul Irudayam, Rettore del Santuario Mariano Cattolico di Vailankanni, in India, se ne è uscito affermando che, come ulteriore sviluppo del cameratismo ecumenico, gli Indù ora stavano compiendo i loro riti demoniaci all’interno di quel santuario Cattolico.

I delegati della Conferenza, tra cui anche l’Arcivescovo Fitzgerald, hanno applaudito a questo discorso, nel quale Padre Irudayam ha avuto l’ardire di affermare che questo Santuario Mariano, viene ora usato per riti idolatri. Vennari ha chiesto, all’epoca, “quanto tempo ancora prima che il Santuario di Fatima venga dissacrato alla stessa maniera?”

Come si è visto poi, il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra, avrebbe attuato una simile dissacrazione del Santuario di Fatima, solo sette mesi dopo la fine del Congresso interconfessionale.

“Un Santuario per Molti Credi”

Il primo novembre, il Portugal News pubblicò la notizia che questo Congresso faceva parte di un piano, teso a rendere il Fatima un Santuario Interconfessionale. Anche il Notícias de Fátima, una rivista bi-settimanale in amichevoli rapporti con il Santuario di Fatima, pubblicò articoli riguardo al Congresso. Nell’edizione del 24 ottobre, in prima pagina, a caratteri cubitali ed in rosso, scrisse: “Un Santuario per Molti Credi”. A pag. 8 di quell’edizione, vi era l’articolo dal titolo: “Il Santuario si apre al pluralismo religioso”, seguito da questo sottotitolo: “Il Santuario di Fatima assume una vocazione universalista e di benvenuto verso le altre religioni.”

Due quotidiani Portoghesi, il Portugal News e ilNotícias de Fátima (la rivista locale in amichevoli rapporti con il Santuario di Fatima) pubblicarono quest’affermazione: “Il futuro di Fatima deve passare attraverso la creazione di un santuario dove le differenti religioni possano incontrarsi.” Notícias de Fátima pubblicò queste parole in una didascalia sotto una foto in prima pagina, ed il Portugal News le attribuì al Rettore del Santuario di Fatima, Guerra.

I vari rapporti pubblicati dal Fatima Center, riguardo al Congresso di Fatima, stampati in grande quantità e diffusi su internet, hanno scatenato in tutto il mondo lo sdegno di Cattolici preoccupati nei confronti del nuovo orientamento pan-religioso di Fatima.

Vuote Smentite

Dopo alcune settimane di protesta crescente, e di controversia su internet ed altrove, il giornale British Catholic The Universe chiese all’Arcivescovo Michael Fitzgerald, capo del Pontificio Concilio per il Dialogo Interreligioso del Vaticano, di rilasciare una dichiarazione riguardo a quel progetto.

Nella sua breve risposta, l’Arcivescovo disse che “non c’era il rischio che il Santuario di Fatima divenisse un centro di pellegrinaggio interconfessionale”, ma lasciò tuttavia aperto il dilemma se il santuario avrebbe continuato, o meno, a promuovere radicali attività ecumeniche, discusse al recente congresso (del quale, tra l’altro, era stato un esponente di primo piano).

In un articolo per il periodico bi-settimanale, The Remnant, il famoso commentatore Christopher Ferrara ha osservato che l’Arcivescovo Fitzgerald non ha affatto smentito l’affermazione del Rettore Guerra, secondo il quale Fatima deve passare attraverso la creazione di un santuario dove “le differenti religioni possano incontrarsi”, né ha preso le proprie distanze dalla teologia eretica di Padre Dupuis, il quale anzi è stato da lui lodato, in maniera piuttosto estravagante, al congresso di Fatima. Mentre “Fatima potrebbe non essere mai una Mecca interreligiosa,” ha scritto Ferrara, “è stato comunque stabilito che il Santuario (per usare le parole di Fitzgerald) ha una ‘dimensione interconfessionale’”.

Allo stesso modo, il giornalista John Vennari fa notare che gli argomenti e le discussioni riguardo all’etichetta di “Santuario Interconfessionale” sono ormai solo uno specchio per le allodole, dato che “Fatima è già un luogo di attività interconfessionali, che lo si chiami ‘Santuario interconfessionale’ o meno.”

Risposte Ambigue

In risposta all’iniziale opposizione, il Rettore Guerra ha attaccato gli avversari del suo progetto, bollandoli come “tradizionalisti, fanatici estremisti dalle vedute limitate, dei provocatori.”

Più tardi, in un suo comunicato stampa del 28 dicembre 2003, il Rettore Guerra ha calunniato coloro che si opponevano al suo progetto, accusando “la grande maggioranza, forse la totalità” di quest’ultimi di essere “il risultato di una longa macchinazione, localizzata negli Stati Uniti, di persone ferocemente contrarie al Vaticano Secondo” (§2). Guerra li ha etichettati come “estremisti” (§9, 11), i quali “vogliono impegnarsi in ostinate crociate, fino al punto di entrare in conflitto con le autorità della Chiesa per non aver interpretato i messaggi di una rivelazione particolare, allo stesso modo in cui lo fanno loro”. (§8)

In effetti, il comunicato stampa del Rettore Guerra non ha fatto altro che confermare il nuovo orientamento interconfessionale di Fatima. Il Rettore Guerra ha inoltre espresso la sua assurda opinione che il Messaggio della Madonna di Fatima sia una chiamata al dialogo interreligioso. E’ ridicolo, perché il dialogo interreligioso e le pratiche che stanno avvenendo oggi a Fatima, sarebbero state immediatamente condannate da Papa Benedetto XV, il pontefice regnante all’epoca delle apparizioni di Fatima, nel 1917.

Guerra affronta il discorso di aprire Fatima alle religioni Cattoliche in maniera ambigua. Egli afferma che: “Non siamo pronti a condividere il modo in cui adoriamo, almeno non in ciò che riguarda i sacramenti, e specificatamente l’Eucaristia… pertanto, lo spazio per il culto che, piacendo a Dio, cominceremo presto a costruire… sarà riservato solamente al culto Cattolico.” Egli ha poi aggiunto: “Quando ci sembrerà opportuno… questa basilica sarà in grado di ricevere i fratelli di altre fedi che volessero… osservare il modo in cui preghiamo” (tutto il § 4, enfasi aggiunta).

Poche settimane più tardi, quando l’editore di un sito Mariano ha chiesto al Rettore Guerra riguardo al permesso, per altre religioni non-Cattoliche, di esercitare il proprio culto al Santuario di Fatima, Guerra ha risposto: “Siamo ancora ben lungi dall’avere gli Indù o gli Islamici che pregano a Fatima…” Egli non ha detto che non sarebbe mai accaduto. Ha lasciato la porta aperta. Era chiaro che vedere un culto pagano officiato a Fatima, sarebbe solo stata una questione di tempo.

Gli Indù a Fatima

Le smentite e gli equivoci dell’Arcivescovo Fitzgerald e del Rettore Guerra, si sono dimostrate del tutto vuote. Perché il 5 maggio 2004 si è tenuta una cerimonia Indù nella Capelinha di Fatima, la cappella costruita proprio nel luogo dove era apparsa la Madonna nel 1917. L’evento è stato trasmesso in televisione il 5 maggio dalla SIC, una stazione televisiva indipendente Portoghese, che ha definito l’evento “un’esperienza ecumenica non comune”.

La trasmissione mostrava un gruppo di Indù i quali, dopo aver pregato i loro vari dei presso un tempio Indù a Lisbona, viaggiava in autobus fino a Fatima. Al loro arrivo, gli veniva permesso l’uso della Capelinha per una cerimonia di preghiere. Tre ragazze Indù sono entrate nel santuario e hanno posto dei fiori sotto alla statua della Madonna, ed un “sacerdote” Indù, vestito nel tradizionale indumento Indù, si è posto dinanzi ad un altare Cattolici ed ha intonato lo “Shanti Pa”, una preghiera per la pace. La congregazione degli Indù ha quindi risposto con un canto religioso.

Tutto questo è stato fatto con la benedizione del Rettore Guerra, che è apparso nella trasmissione televisiva della SIC, affermando di dare il benvenuto alla visita Indù.

Successivamente, la SIC ha commentato: “I pellegrini Indù sono ricevuto come se fossero un’ambasciata; un gesto senza precedenti, che può essere considerata un invito per altre visite.” Qui il Vescovo Serafim di Fatima ed il Rettore Guerra sono stati ringraziai ed hanno accettato di buon che il “sacerdote” indù ponesse sulle loro spalle delle sciarpe, ricamate con i versi del Bhagavad Gita, uno dei libri sacri dell’Induismo.

Due giorni dopo, il 7 maggio, il Notícias de Fátima, il giornale locale di Fatima, si lanciò contro chi si opponeva al nuovo orientamento interconfessionale. Insieme ad alcune citazioni del Rettore Guerra, il quotidiano citò un certo Fratello Valente, il quale criticava coloro che resistevano all’ecumenismo, come gente che aveva “perso il treno”, e comparava questi fedeli Cattolici a dei “Talebani”.

Fratello Valente, un falso insegnante, ha scelto di dimenticare l’immutabilità della verità Cattolica, descritta infallibilmente in special modo dal Secondo Concilio di Nicea, da cui apprendiamo che:

“Se qualcuno rigetta una tradizione, scritta od orale, della Chiesa, sia Anatema su di lui”.

“La Madre Santissima”

A sentire loro, gli Indù sono giunti a Fatima per portare omaggio alla “Madre Santissima”. Cerchiamo di capire esattamente cosa intendono gli Indù con “Madre Santissima”: è un significato assai differente di quello inteso dai Cattolici. Con “Madre Santissima”, i Cattolici intendono la Beata Vergine Maria, Madre di Gesù Cristo, figlia di Gioacchino ed Anna, una creatura umana. Quel che intendono gli Indù, invece, con “Madre Santissima”, è la manifestazione di uno o più d’uno dei loro dèi o dee.

Lo scrittore Cattolico Edwin Faust, che è stato per breve tempo un Indù, prima di convertirsi nuovamente al Cattolicesimo, ci aiuta a comprendere cosa è avvenuto realmente a Fatima:

Gli Indù, a Fatima, hanno offerto alla Madonna quello che loro chiamano puja, ovvero un culto divino. Come hanno spiegato i pellegrini ed il loro shastri, o “sacerdote”, essi considerano Maria come una manifestazione di Dio, proprio come essi considerano le divinità del loro panteon, ciascuno dei quali ha sia un aspetto maschile che uno femminile. Maria viene vista da loro come l’aspetto femminile della divinità Cristiana, e la divinità Cristiana per loro è solo la mera concezione occidentale del loro maja deva, o dio supremo. E’ essenziale comprendere questo concetto. Gli Indù non considerano la Beata Madre come una persona storica, distinta dal Suo Creatore, ma come una delle loro incarnazioni quasi-mitologiche, una manifestazione divina.

Per questo motivo, gli Indù non sono venuti a Fatima per recitare preghiere Cattoliche. Gli Indù non sono stati Cattolicizzati, piuttosto il Santuario Cattolico di Fatima è stato InduizzatoEssi hanno usato il Santuario, nel luogo esatto, in cui è apparsa la Madonna ai pastorelli, per officiare i loro riti pagani, che San Paolo chiamava “demoni” (1 Cor 10:20).

Su questo punto, ci sono d’aiuto le ineffabili parole del salmo 95:5 “tutti gli dèi delle nazioni sono un nulla”.

Allo stesso modo, nei riguardi delle preghiere Indù, si era espresso San Francesco Saverio, un apostolo in India, e uno dei più grandi missionari nella storia della Chiesa: “Tutte le invocazioni dei pagani sono odiose a Dio perché tutti i loro dei sono diavoli.”

Per farla breve, il Rettore Guerra ha permesso un culto pagano sull’altare Cattolico di Fatima. Peggio ancora, in un comunicato del 29 giugno ha successivamente difeso quell’oltraggio, usando termini disonesti ed argomenti insostenibili.

Il Rettore Guerra, nel suo comunicato, ha spiegato che ha dato il benvenuto ad altri dignitari non-Cattolici e non-Cristiani a cui è stato “dato il benvenuto” nel Santuario, in passato; personalità come il Dalai Lama, Hillary Clinton e la moglie di Yassar Arafat. Eppure tutto questo non ha niente a che vedere con la cerimonia Indù del 5 maggio, perché nessuno di questi dignitari ha cercato di officiare una cerimonia di un culto pagano su di un altare Cattolico.

Il Rettore Guerra ha negato che vi fossero altre persone nel Santuario della Capelinha, ad eccezione del “sacerdote” Indù e del suo traduttore. Ancora una volta, queste smentite si rivelano essere false, sbugiardate proprio dalla trasmissione della SIC, in cui si vedono tre giovani ragazze Indù mentre entrano nel santuario, per porre fiori sotto la statua della Madonna.

Guerra ha anche affermato che “non sono state fatte cerimonie, né è stato officiato alcun rito, sopra o sotto l’altare”. Questo non è vero. La trasmissione della SIC mostra chiaramente il sacerdote mentre intona lo Shanti Pa davanti all’altare, e la congregazione Indù ha intonato un canto, in risposta. Questa è una cerimonia religiosa Indù che è avvenuta su di un altare Cattolico. Le foto, tratte da questa trasmissione televisiva della SIC, e pubblicate su questo sito internet, confermano questo fatto (vedi “Scene di una Dissacrazione: Rapporto Fotografico del Rito Indù a Fatima”). E’ triste vedere che il Rettore Guerra non dice la verità nelle sue ritrattazioni.

Per di più, il Rettore Guerra tenta di giustificare la visita Indù, affermando che gli Indù erano giunti per adorare la “Madre Santissima”. E’ ovvio tuttavia, e lo si evince benissimo dal comunicato stampa, che il Rettore Guerra conosce assai bene la differenza tra la Beata Vergine Maria e ciò che gli Indù chiamano “Madre Santa”, dato che il Rettore Guerra usa il termine tra virgolette, e non si riferisce mai agli Indù come pellegrini che vengono ad onorare “la Beata Vergine Maria, Madre di Dio.”

Si tratta di un atto di deliberata disonestà. E’ un tradimento di Padre Guerra verso il proprio dovere di sacerdote Cattolico, ovvero quello di dire sempre la verità. E’ una bestemmia contro la Madonna.

Commentando questo aspetto del comunicato stampa, Craig Heimbichner, un autore Cattolico che ha effettuato studi approfonditi sull’occulto, ha affermato che:

“Padre Guerra sembra apparentemente ritenere che l’affermazione Indù, secondo la quale Maria è la “Madre Santa”, sia la prova che le devozioni degli Indù a Fatima sono accettabili dal Signore, piuttosto che sacrileghe. Dato che è assai ben noto che gli Indù considerano la ‘Madre Santa’ come 1) una dea, 2) una manifestazione sotto varie ‘forme’, tra cui 3) un vero e proprio essere incubotico e sanguinario di nome Kali, e la prostituta cosmica conosciuta come Armani, sembrerebbe che Padre Guerra abbia un bel po’ di cose in più da spiegare. Penso che equiparare la madre terrena di Padre Guerra ad una psicopatica omicida o ad una prostituta, sarebbe del tutto inaccettabile per lui; e allora perché accetta casualmente un analogia simile riguardo a Maria, la sua Madre celeste, la Madre di Nostro Signore?”

Già, perché?

Il Santuario della Madonna deve essere Difeso

Alla fine del 2003, il Rettore Guerra ha assicurato i Cattolici che non vi sarà alcun culto sacrilego sotto la sua custodia del Santuario di Fatima. Molti, tra cui la EWTN e Padre Robert J. Fox, hanno preso il Rettore Guerra in parola, ed hanno commentato che sicuramente quel sacrilegio non sarà mai il benvenuto a Fatima.

Dopo il Rito Indù, tuttavia, gli avvocati difensori del Rettore Guerra non potranno più nascondersi dietro la sua cosiddetta “negazione”. Le prove sono chiare ed evidenti per tutti.

Ciò non ostante, la EWTN e Padre Robert J. Fox continuano a difendere le azioni del Rettore Guerra, e continuano ad attaccare i fedeli Cattolici che protestano contro quest’oltraggio.

Ciò può voler dire solamente che Padre Fox e la EWTN approvano che gli Indù pratichino il culto dei loro falsi dèi su di un altare Cattolico.

Nel frattempo, il Fatima Center continua a protestare contro le attuali dissacrazioni a Fatima, spinge i suoi lettori affinché offrano preghiere di riparazione, e continua a fornire aggiornamenti su questi sviluppi così tragici, tristi e sacrileghi.

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Nota:

  1. La versione Italiana è stata pubblicata il 21 dicembre 2001; l’edizione Inglese, sull’edizione Inglese de L’Osservatore Romano del 9 gennaio 2003.


  2. E’ anche importante ricordare che il recente libro di Suor Lucia, I richiami del Cielo, avrebbe dovuto in teoria “rispondere a tutte le domande su Fatima”. Eppure, i due argomenti che richiedono la maggiore spiegazione e che chiedono una risposta, la Consacrazione della Russia ed il Terzo Segreto, non vengono neanche menzionati.