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Il Giornale Portoghese Riporta:

Il Vaticano Chiede le Dimissioni
del Vescovo di Fatima e
del Rettore del Santuario Guerra

Ma la Controversia Rimane

di John Vennari

Gli ultimi giorni di Settembre ho visto esplodere una controversia al Santuario di Fatima in Portogallo. Era il risultato diretto di proteste da parte di Cattolici preoccupati per l’attuale nuovo orientamento interreligioso a Fatima.

Correio da manhã, il secondo giornale più diffuso in Portogallo, fece sensazione quando sbattè sulla prima pagina del 29 Settembre, “il Vaticano è scioccato con Fatima”.

Secondo il giornale, il Vaticano “censurava la preghiera del Dalai Lama e quella del sacerdote Indù nel Santuario”, e dava istruzioni alla Conferenza Episcopale Portoghese per la sostituzione del Vescovo e del Rettore del Santuario. Altrimenti, il Vaticano avrebbe assunto il controllo diretto del Santuario di Fatima.

Ad una conferenza stampa nella stessa giornata, le autorità di Fatima negarono quanto riportato, ma Correio da manhã restò fedele alla propria versione della storia nell’edizione del giorno successivo 30 settembre, citando Aura Miguel, una specialista nella Curia Romana.

Il testo originale del 29 settembre pubblicato sul sito internet di Correio da manhã recita:

“Roma ha già fatto sapere alla Conferenza Episcopale Portoghese che deve cambiare il Vescovo di Leiria-Fatima, D. Serafim Ferreira e Silva (con la scusa che è alla fine della carriera), e sostituire il Rettore del Santuario, Monsignor Luciano Guerra. Altrimenti, il Vaticano assumerà il controllo diretto della gestione del Santuario di Fatima”.

Secondo un’informazione ricevuta da un contatto Europeo, alcuni membri della Curia Vaticana ritengono che i funzionari del Santuario si fossero spinti troppo lontano quando permisero che il 5 Maggio del 2004 avesse luogo la cerimonia Indù davanti all’altare di Fatima.

La Visita Indù: “Strana”

I funzionari di Fatima furono veloci nel rispondere all’articolo pubblicato a proposito dei severi provvedimenti del Vaticano, e tennero una conferenza stampa nello stesso giorno in cui la storia di Correio da manhã raggiunse le edicole. L’edizione pomeridiana del 29 settembre del giornale Portoghese Lusa riportava, “Il Rettore del Santuario di Fatima, Luciano Guerra, oggi ha dichiarato la propria disponibilità a continuare come capo dell’istituzione fino alla conclusione della costruzione della Chiesa della Santissima Trinità nel 2007. Negando di essere a conoscenza di alcun tipo di pressione, il Rettore ha ammesso che l’apertura al dialogo da parte del santuario ha causato qualche disagio nei settori Cattolici conservatori”.

Guerra non ha affermato che in Vaticano sostengono unanimemente il nuovo programma interreligioso ora evidente a Fatima. Piuttosto, ha detto, “Il Vaticano è un organismo costituito da molte persone”, ed ha considerato che “è possibile che alcuni possano aver trovato strana l’informazione della visita del seguito Indù al Santuario di Fatima”.

Non è sorprendente che in Vaticano ci siano qualcuno che abbia trovato “strana” la cerimonia a Fatima. E’ risaputo che ci sono membri del Vaticano che esprimono gravi riserve a proposito del nuovo orientamento interreligioso all’interno della Chiesa.

Dopo l’incontro pan-religioso di Assisi nel 2002, John Allen del National Catholic Reporter ha raccontato che un funzionario di medio livello della Curia Romana si era lamentato con lui del fatto che Papa Giovanni Paolo II si fosse fatto promotore di un “culto pagano” ad Assisi. Similmente, il modernista Padre Richard McBrien dell’Università di Notre Dame, nella sua rubrica del 4 Luglio 2003, riportava che non tutti in Vaticano sono entusiasti della nuova iniziativa che prevede l’incontro di fedi diverse. Egli disse che Papa Giovanni Paolo tenne una riunione pan-religioso del 1986 ad Assisi “con grande delusione e lamentele private dei funzionari Vaticani alla destra del Papa”.

Il Canto Indù

Alla conferenza stampa del 29 settembre 2004, il Rettore Guerra provò con discrezione a prendere le distanze dalla cerimonia di preghiera Indù del 5 maggio tenutasi al Santuario di Fatima – un evento svoltosi col suo permesso. Guerra disse che non avrebbe acconsentito di nuovo ad una visita del gruppo Indù se effettuata con le stesse modalità della prima. “L’organizzazione di quella visita andò un po’ al di là del mio controllo”, dichiarò, dicendo che il canto Indù non era autorizzato.

Questo linguaggio difensivo adottato da Guerra risulta in contrasto con il suo comunicato del 29 giugno nel quale egli tenta di giustificare pubblicamente il rito di preghiera Indù del 5 Maggio presso l’altare Cattolico nella Capelinha a Fatima. Nel Comunicato di giugno, dichiarava che “nessun rituale si era svolto sopra o accanto all’altare”. Ora Guerra ammette che un canto Indù fu offerto all’altare, ma prova a scansare ogni responsabilità personale dicendo che il canto non era autorizzato.

E’ troppo poco, troppo tardi, dal momento che Guerra stesso nel suo comunicato del 29 giugno ammise che la visita a Fatima della Comunità Indù venne pianificata e concordata ben prima che il pellegrinaggio Indù avesse luogo.

Parlando di questa visita Indù, nella conferenza stampa del 29 settembre Guerra disse anche, “in quel giorno preciso, io non li ho nemmeno accompagnati”.

Ancora non riferisce, come fu trasmesso in un servizio della televisione nazionale SIC del 5 maggio, che disse al popolo Portoghese la falsità che tutte le religioni derivano da una “comune base di religioni… nata dalla comune umanità che tutti possediamo”, indicando che egli accoglieva gli Indù al Santuario. Disse questo immediatamente dopo che il “sacerdote” Indù aveva cantato una preghiera per la pace rivolta agli dei pagani dell’Induismo sull’altare Cattolico nella Capelinha, evento che ebbe luogo di fronte ad una congregazione di circa 60 Indù giunti al Santuario da Lisbona.

Il Rettore Guerra ed il Vescovo di Leiria permisero anche al sacerdote Indù di avvolgerli con scialli contenenti versi del Bhagavad Gita, un “testo sacro” dell’Induismo il cui messaggio di base è che tutta la vita è un’illusione.

“Fino al 2007”

Guerra è stato Rettore del Santuario per 31 anni, e dice di essere disponibile a rimanere al suo posto fino al 2007, quando la nuova basilica modernistica sarà completata. Sarebbe un “lavoro troppo pesante” per il suo successore se ci fosse un passaggio di consegna del Santuario nel mezzo di questo “complesso processo”. Dichiara inoltre di ritenere improbabile che la Santa Sede assumerà il controllo diretto del Santuario.

Similmente il Portoghese Jornal de Notícias del 30 settembre riportò che il Vescovo di Fatima esprimeva la sua “piena fiducia” nel Rettore del Santuario, e che quindi non stava pensando di dimetterlo.

Un portavoce della Conferenza Episcopale Portoghese dichiarò al Jornal de Notícias che l’articolo dal Correio da manhã “manca di obbiettività”, affermando che “sussistono buone relazioni tra la Santa Sede, la Conferenza Episcopale ed il vescovo della diocesi”. Il Vescovo Tomaz Nunes dice che rimase “meravigliato” per la notizia, asserendo che “dichiara di creare un allarmismo che non esiste”. Egli sottolineò che le iniziative di apertura del Santuario ad altre religioni, Cristiana o non, aveva il supporto della Conferenza Episcopale Portoghese”.

Sia Lusa sia Jornal de Notícias citavano Guerra che diceva, “Quel che sta dietro a tutto ciò è una mentalità fortemente anti-ecumenica che già da prima era presente a Fatima”.

Correio da manhã Risponde

Nondimeno, il giornale Portoghese Correio da manhã del 30 settembre confermò la sua versione iniziale con il titolo di testa, “Santuario di Fatima. E’ stato confermato che c’è una controversia”.

“E’ stato confermato”, disse il giornalista del Correio da manhã Hernâni Carvalho, “che c’è un certo disagio presso la Curia Romana a causa dell’ecumenismo di Fatima. La sola giornalista Vaticanista in Portogallo, Aura Miguel, dichiarò al Correio da manhã che ‘non c’è fumo senza fuoco’. Giornalista presso radio Renascença [la stazione radio Cattolica], Aura Miguel ieri, durante un programma sulla stazione Cattolica, ha ricordato la preoccupazione suscitata in alcuni ambienti cattolici dalla preghiera del sacerdote Indù nella Capelinha delle Apparizioni, ed anche le spiegazioni ambigue di Monsignor Luciano Guerra, Rettore del Santuario. La giornalista ha rivelato di essere a conoscenza di una certa preoccupazione presente in alcuni settori della Curia Romana, ed ha spiegato che 'gli Indù non dovrebbero fare celebrazioni nella Capelinha delle Apparizioni, così come non si dovrebbe celebrare Messa in un tempio Buddista.”

Aura Miguel, che di recente ha scritto il suo secondo libro su Giovanni Paolo II, viene riconosciuta come la donna Portoghese meglio informata sugli affari della Curia Romana. Ha dichiarato che la preghiera degli Indù ad un altare Cattolico va ben al di là di ciò che è permesso nel contesto del nuovo “Spirito di Assisi” interreligioso. Essa non ha menzionato il fatto che lo “Spirito di Assisi” stesso è una novità post-Conciliare che avrebbe fatto inorridire tutti i papi del pre-Vaticano II, e che esso porta il conglomerato di false religioni allo stesso livello dell’unica vera Chiesa di Gesù Cristo. Ecco perché alcuni dei membri più conservatori della Curia Romana sono irritati per questa nuova iniziativa interreligiosa. E’ lo “Spirito di Assisi” che apre le porte al culto pagano all’interno delle Chiese Cattoliche in primo luogo.

Correio da manhã riportava inoltre di aver appreso di una corrispondenza tra il Nunzio Portoghese e Fatima per la discussione di possibili candidati per il ruolo di vescovo nella diocesi di Leiria-Fatima. Il giornale riportava anche che il Vescovo di Fatima, Vescovo D. Serafim Ferreira e Silva, non commentò a proposito della sua eventuale sostituzione. In precedenti dichiarazioni, egli aveva già detto che intendeva “chiedere le dimissioni da vescovo diocesano nel giugno del 2005”, all’età di 75 anni, perché si sentiva “stanco”.

Il Vescovo di Fatima disse alla TSF (una stazione radio di Lisbona) di “non avere nessuna informazione ufficiale di alcuna eventuale critica”. Ma Correio da manhã sottolinea, “La necessità di fissare una conferenza stampa per negare la notizia rivelava quanto fossero nervosi al Santuario”.

Correio da manhã poi riportava, “TSF (la stazione radio) ieri confermava anche che alcuni vescovi vicini ai movimenti più tradizionalisti avevano chiesto la testa del Rettore del Santuario, Monsignor Luciano Guerra. Le pressioni della Curia Romana perché il Rettore venga rimpiazzato non sono nuove. Precedentemente in questo stesso anno venne chiesto a Luciano Guerra di spiegarsi a proposito della presenza del sacerdote Indù nella Capelinha delle Apparizioni. Considerato ora l’anello più debole, il Rettore dovrebbe essere sostituito dal prossimo Vescovo di Leiria-Fatima. Il Vescovo delle Forze Armate, D. Januário Torgal Ferreira, notoriamente di sinistra, “era vicino alla verità quando dichiarava al giornale elettronico Portugal Diário che ciò che veniva attaccato era il lavoro del Rettore del Santuario e di D. Serafim. L’attacco proveniva dai cardinali Romani”.

La storia non finisce qui. Secondo il Jornal de Notícias del 13 ottobre, il Vescovo di Fatima Serafim si è scagliato contro gli oppositori del dialogo interreligioso, solo lui li definisce erroneamente “nemici di Fatima”.

I Nemici dell’Ecumenismo Liberale sono Nemici di Fatima?

Il Vescovo Serafim affermò, “Padre Kondor è responsabile della Lega degli Amici di Fatima, ma ci sono varie leghe di nemici di Fatima che già esistono da un certo tempo, alcune sono pseudo-scientifiche ed altre operano ai margini della Chiesa”. Egli lo riferì ai giornalisti poco prima dell’inizio del pellegrinaggio internazionale per l’anniversario del Santuario di Fatima.

Il prelato ammise persino che alcuni di quei ‘nemici’ potessero trovarsi all’interno della gerarchia della Chiesa Cattolica.

Parlando del Congresso inter-religioso svoltosi nell’ottobre dello scorso anno, che fu la prima attività recente a Fatima a far scoppiare la protesta internazionale, il Vescovo di Leiria-Fatima disse che queste critiche provenivano da “lobbies, forze ed agenti con intenzioni provocatorie”. Il vescovo fece tutto tranne che usare le parole “vasta cospirazione di destra”.

Il vescovo disse anche di avere fiducia nel Rettore e nei collaboratori del Santuario. E dichiarò pure di ricevere istruzioni dal Papa per il dialogo interreligioso.

Al momento di andare in stampa, il Vaticano non ha né confermato né smentito l’articolo che ha richiesto per il sollevamento dall’incarico del Vescovo di Fatima e del Rettore del Santuario. Ritengo improbabile che il Vaticano risponderà in qualche modo. Piuttosto, probabilmente lascerà morire la questione e lascerà tutto com’è. Se c’era malcontento da Roma per il rituale Indù, probabilmente proveniva da quei pochi in Vaticano prima menzionati, i quali non approvano il nuovo orientamento interreligioso e lo “Spirito di Assisi”.

Tristemente, questi uomini sono in minoranza. Nel 2002, ad esempio, il Cardinale di Bologna, Biffi, rimase praticamente isolato quando rifiutò di partecipare all’evento interreligioso di Assisi di Papa Giovanni Paolo nel gennaio 2002. Intanto continua l’invasione pagana della Chiesa Cattolica, l’esempio più recente è la preghiera pubblica del Dalai Lama con membri Buddisti nella Cattedrale Nazionale di Città del Messico. Più “Spirito di Assisi”, più calpestamento dell’insegnamento e delle tradizioni sacre della Chiesa, più profanazioni dei Santuari Cattolici, più promozione dell’indifferentismo religioso fra i fedeli.

Un pellegrinaggio di Riparazione

Il Catholic Family News continuerà la sua resistenza a questa nuova religione di fedi diverse, in quanto condannata dalla perenne dottrina e disciplina della Chiesa. Il Fatima Center di Padre Gruner ha diffuso più di un milione e mezzo di articoli di protesta contro gli oltraggi di Fatima, comprese tre pubblicazioni del Crociato di Fatima, e pacchi di lettere inviati per posta ad ogni vescovo nel mondo e a 60.000 sacerdoti. La Società di San Pio X ha fissato un pellegrinaggio di riparazione a Fatima (agosto 2005), ed invita i fedeli a partecipare. La SSPX è la sola confraternita sacerdotale cattolica che sta prendendo posizione pubblicamente contro questo oltraggio.

A proposito del pellegrinaggio della SSPX, il Vescovo Bernard Fellay, Superiore Generale della SSPX, ha dichiarato, “Il 5 maggio un gruppo di Indù ha invaso il luogo dell’apparizione della Beata Vergine Maria, naturalmente con tutte le autorizzazioni ufficiali… Essi hanno trasformato questo posto sacro, così caro ai Cattolici, nel forum della loro idolatria”.

Fellay punta il dito contro il Vaticano che “tollera un tale abominio o, ancora peggio, lo appoggia. Essi si stanno allontanando senza nessun accordo con la Tradizione. Noi non daremo mai spazio a tali affronti perpetuati contro la Madonna del Cielo, la Madre di Dio”.

Il Vescovo Fellay dice inoltre che questi affronti richiedono una “riparazione” e si rivolge ai Cattolici perché si uniscano a lui ed alla Società di San Pio X a Fatima il prossimo anno.

Ristampato dall’edizione del novembre 2004 del
Catholic Family News
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