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Rapporto: Il Cardinale Ratzinger ammise che il Terzo Segreto non
venne rivelato nella sua integralità

Il Segreto metterebbe in guardia la Chiesa contro un "cattivo Concilio e una cattiva Messa"

di John Vennari

Padre Ingo Dollinger è un anziano sacerdote tedesco, docente di teologia in Brasile nonché amico personale di Papa Emerito Benedetto XVI.

Padre Dollinger ha dichiarato, in più di un'occasione, che il cardinale Ratzinger gli avrebbe confidato che il Terzo Segreto non è stato ancora rivelato integralmente, e che lo stesso metterebbe in guardia contro un "cattivo Concilio e una cattiva messa."

La nostra rivista The Fatima Crusader ha più volte segnalato questa notizia, in passato, specialmente nel 2009, e adesso ne è arrivata la conferma della dottoressa Maike Hickson, pubblicata sui quotidiani il 15 maggio 2016.

La dottoressa Hickson, che conosce personalmente Padre Dollinger, ha telefonato al sacerdote durante la Domenica di Pentecoste, e ha ricevuto da quest'ultimo il permesso di riferire pubblicamente i seguenti fatti:

“Non molto tempo dopo la pubblicazione, nel giugno 2000, del Terzo Segreto di Fatima da parte della Congregazione della Fede, il Cardinale  Ratzinger ha detto, di persona, a padre Dollinger durante una conversazione, che c’è ancora una parte del Terzo Segreto che non è stata pubblicata". Le parole dell'allora cardinale, poi salito al soglio pontificio, sarebbero state queste: "C’è di più di quello che abbiamo pubblicato." Non solo. Secondo Dollinger, il papa gli avrebbe confidato che la parte pubblicata del segreto di Fatima è completamente autentica e che quella segreta parlerebbe di "un cattivo concilio e di una cattiva messa" che sarebbero successi in futuro.”         

Questa dichiarazione da parte di Padre Dollinger è stata già pubblicata da Padre Paul Kramer in un articolo apparso sul Fatima Crusader nel maggio 2009.

Secondo Padre Kramer, il Cardinale Ratzinger aveva rivelato a Padre Dollinger, già all'inizio degli anni '90, che il Segreto metteva in guardia la Chiesa contro un cattivo Concilio e i cambiamenti introdotti nella liturgia.

Il problema derivava dal fatto che nel testo pubblicato dal Vaticano il 26 giugno 2000 non v'era alcun riferimento a questi specifici avvertimenti.

Padre Kramer spiegava che: "L'anziano sacerdote tedesco e amico di lunga data del Cardinale Ratzinger, notò subito che la visione del Terzo Segreto pubblicata nel 2000 non conteneva nessuno di quegli elementi del Terzo Segreto di cui gli aveva parlato il Cardinale Ratzinger quasi 10 anni prima. Padre Dollinger mi disse che la questione lo tormentava ."

Padre Kramer continua: "Padre Dollinger mi disse di aver contattato il Cardinale Ratzinger, e di avergli detto senza mezzi termini: 'come può essere questo testo l'intero Terzo Segreto? Si ricorda quel che mi disse in passato?".

E il Cardinale Ratzinger gli rispose, "è vero, c'è di più in esso", cioè c'è di più nel Terzo Segreto rispetto a quanto è stato rivelato dal Vaticano nel 2000.

Padre Nicholas Gruner ha parlato in più di un'occasione di questo scambio avuto tra Padre Dollinger ed il Cardinale Ratzinger, l'ultima volta in un suo discorso pubblicato sul The Fatima Crusader dell'Autunno 2009.

Una crisi di fede

Per molti anni, ancor prima della pubblicazione della visione del Segreto ad opera del Vaticano, avvenuta il 26 giugno 2000, Padre Gruner ed il Centro di Fatima avevano pubblicato diverse testimonianze di esperti e testimoni di Fatima, tutti unanimi nell'affermare che il Terzo Segreto predicesse una grave crisi di fede nella Chiesa Cattolica. Ecco alcune di queste testimonianze:

Padre Joaquin Alonso

Prima della sua morte avvenuta nel 1981, Padre Alonso - che fu archivista ufficiale di Fatima per ben 16 anni e che ebbe modo di incontrarsi più volte con Suor Lucia - affermò:

“È del tutto probabile che il testo [del Terzo Segreto] faccia riferimenti concreti alla crisi della fede all’interno della Chiesa, ed alla negligenza degli stessi pastori [e ai] conflitti interni al cuore stesso della Chiesa, così come alle gravi negligenze pastorali nei ranghi più alti della gerarchia cattolica.”1

E ancora: “La parte non pubblicata del testo parla di circostanze concrete? È assai probabile che essa parli non soltanto dell'attuale crisi di fede all’interno della Chiesa, durante questo periodo intermedio ma, come il Segreto di La Salette, ad esempio, vi sono più riferimenti espliciti ai conflitti interni dei Cattolici o alla perdizione di sacerdoti e religiosi. Forse in esso si fa riferimento anche ai fallimenti della più alta gerarchia Ecclesiastica. Tra l’altro, nessuna di queste cose risulta estranea ad altre dichiarazioni in merito rilasciate da Suor Lucia.”2

Cardinale Joseph Ratzinger

Quand'era ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Ratzinger rilasciò un'intervista a Vittorio Messori, che venne pubblicata sulla rivista Jesus l'11 novembre 1984. In quell'intervista, intitolata "Ecco perché la Fede è in crisi", il Cardinale Ratzinger parlò della crisi di fede e del Terzo Segreto, rivelando che quest'ultimo si riferiva ai "pericoli che incombono sulla fede e la vita del cristiano e quindi [la vita] del mondo."

Il Cardinale affermò inoltre che "i contenuti di quel 'Terzo Segreto' corrispondevano all'annuncio della scrittura e sono ribaditi da molte altre apparizioni mariane…".

Alberto Cosme do Amaral, vescovo ausiliario di Leiria-Fatima

Anche il terzo Vescovo di Fatima, Cosme do Amaral, affermò che il Segreto mette in guardia contro i pericoli che incombono sulla Fede. Durante il suo discorso del 10 settembre 1984 a Vienna, in Austria, il vescovo affermò:

“Il suo contenuto riguarda la nostra fede. Identificare il [Terzo] Segreto con annunci catastrofici o con un olocausto nucleare significa snaturare il significato di quel messaggio. La perdita della fede in un continente è assai peggiore dell’annientamento di un'intera nazione; ed è un fatto che la fede sia in continua diminuzione in Europa."3 [enfasi aggiunta]

Cardinale Silvio Oddi

Il Cardinale Oddi rilasciò la seguente testimonianza al giornalista del Sabato, Lucio Brunelli, il 17 marzo 1990:

“Esso [il Terzo Segreto] non ha niente a che vedere con Gorbaciov. La Beata Vergine ci stava mettendo in guardia contro l’apostasia nella Chiesa.”

Cardinale Mario Luigi Ciappi

Vi è poi la famosa testimonianza del Cardinale Ciappi, teologo personale di ben cinque papi - Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. In una sua missiva privata, indirizzata al professor Baumgartner di Salisburgo, il Cardinale Ciappi scrisse:

“Nel Terzo Segreto, tra le altre cose, si predice che la grande apostasia nella Chiesa avrà inizio al suo vertice."4

Gli avvertimenti di Suor Lucia

Concludiamo riportando alcune osservazioni fatte dalla stessa Suor Lucia, nelle quali la religiosa avvertiva contro il disorientamento diabolico di cui erano caduti preda diversi membri della gerarchia ecclesiastica. Lucia chiese ai fedeli di opporsi contro tale disorientamento.

Suor Lucia disse praticamente sin da subito che il Segreto avrebbe dovuto essere rivelato nel 1960, o comunque subito dopo la sua morte, qualunque evento dei due si fosse verificato prima.

Nel 1960, tuttavia, il Segreto non venne pubblicato e Suor Lucia venne costretta al silenzio. Non le venne più permesso di parlare delle parti non ancora pubblicate del Messaggio di Fatima senza prima riceverne autorizzazione da parte del Vaticano.

Malgrado ciò, nel 1957 e tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 - quindi sia prima sia dopo quel fatidico 1960, anno in cui il Terzo Segreto avrebbe dovuto essere rivelato - Suor Lucia cominciò a rivelare alcuni dei possibili contenuti di quel testo. Nelle sue missive dell'epoca, Suor Lucia parlò del diavolo che acquistava sempre più potere sui sacerdoti e le anime consacrate, arrivando addirittura a denunciare il disorientamento diabolico che aveva colpito le menti e i cuori dei membri più influenti della gerarchia ecclesiastica.

Durante il suo incontro con Padre Fuentes, al quale rilasciò la sua ultima intervista ufficiale senza la necessaria pre-approvazione da parte del Vaticano, Suor Lucia disse che "Il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro la Beata Vergine. Egli sa cosa offende di più Nostro Signore e che gli procurerà in breve tempo il maggior numero di anime possibili. Per questo il diavolo fa di tutto per sopraffare le anime consacrate a Dio, perché sa che in questo modo, con le anime dei fedeli abbandonate a se stesse e lasciate senza guida, egli riuscirà a farle cadere più facilmente nelle sue mani.”

Un decennio dopo, Suor Lucia avrebbe denunciato le forze progressiste all'interno della Chiesa, che cercavano di sminuire o eliminare l'importanza del Santo Rosario: "Questa campagna è diabolica", scriveva Lucia nel 1969 ad uno dei suoi nipoti sacerdoti,"non lasciatevi ingannare!" Queste parole sono tratte dal Trattatello sulla natura e la recita del Rosario pubblicato nel '73, che contiene diversi brani tratti dalle lettere scritte da Suor Lucia tra il 1969 ed il 1971.

In queste sue lettere, Suor Lucia puntava il dito con forza contro le guide della Chiesa post-conciliare. Nel 1970, in una lettera a Madre Martins, sua ex consorella Dorotea, Lucia scriveva: "È doloroso assistere ad un tale disorientamento in così tante persone che occupano posizioni di grande responsabilità… il diavolo è riuscito ad infiltrare il male sotto forma di bene, e i ciechi stanno cominciando a guidare altri ciechi, come ci dice il Signore nel Suo Vangelo, e le anime si lasciano ingannare."

È opportuno notare come, nel 1957, Suor Lucia avesse detto che il diavolo era in procinto d'intraprendere la sua battaglia decisiva, mentre nel 1971 egli era riuscito ad avere successo."

“Io sacrifico me stessa", continuava Lucia, "e offro la mia vita a Dio per la pace nella Sua Chiesa, per i sacerdoti e tutte le anime consacrate, specialmente per coloro che sono così ingannati e mal guidati … egli (il diavolo) è riuscito a condurre in errore e ad ingannare le anime che hanno grandi responsabilità per via dell’incarico che ricoprono… costoro sono ciechi che guidano altri ciechi”.

“È necessario ergersi e combattere”

Non è un mistero il motivo per cui Suor Lucia sia stata ridotta al silenzio. Una voce influente come la sua che rilasciava simili dichiarazioni, una voce così amata e rispettata in quanto profeta scelta della Madonna avrebbe certamente minacciato l’intero aggiornamento post-conciliare.

Tuttavia, questa pia suora carmelitana accettò di buon grado tale imposizione. Ella la percepì come parte del cammino scelto per lei dal Cielo. “Devo rimanere in silenzio, in preghiera e penitenza,” scriveva Suor Lucia in una sua lettera alla sua amica Dona Maria Theresa da Cunha. “In questo modo, riuscirò ad aiutarvi maggiormente… questo è il compito che il Signore ha scelto per me: pregare e sacrificare tutta me stessa per coloro che tentano di lavorare nella vigna del Signore e per estendere il Suo Regno.”

Ma ella esortava coloro che si trovavano al di fuori del Carmelo, affinché si alzassero e combattessero in nome della loro Fede: “Ci troviamo davanti ad un disorientamento diabolico che permea ormai il mondo intero e che inganna le anime! È necessario che lo si combatta …”.

Queste parole di Lucia ci ricordano il nostro dovere di Cattolici! Dobbiamo mantenerci saldi alla vera Fede e alla vera Messa; dobbiamo recitare ogni giorno il Santo Rosario e resistere, pubblicamente, al disastroso aggiornamento post-conciliare, in tutti i modi legittimi a nostra disposizione.


 Tutta la Verità su Fatima, Vol. III, p. 704.

 Ibid, p. 705.

 Fatima, Tragedy and Triumph, pp. 243-244.

 Citazione tratta da La Battaglia finale del diavolo [Seconda Edizione, 2010], p. 36.