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Il massacro di Parigi conferma l'urgenza di obbedire al Messaggio di Fatima da parte del Santo Padre

di John Vennari
16 novembre 2015

Più di 130 persone sono state uccise durante una serie di attentati terroristici avvenuti il 13 novembre a Parigi. Il gruppo terrorista islamico conosciuto col nome di ISIS ha rivendicato gli attentati.

Mentre è doveroso piangere la tragica morte delle vittime innocenti di questi vili attacchi e offrire le nostre più sentite condoglianze ai loro familiari e conoscenti, è anche nostro dovere, tuttavia, ricordare con assoluta urgenza che esiste un'unica soluzione per far cessare il terrorismo e portare nel mondo un periodo di pace: l'obbedienza al volere della Madonna di Fatima, la quale ha chiesto una semplice consacrazione al Suo Cuore Immacolato, che deve essere compiuta dal Papa in comunione con tutti i vescovi del mondo.

Gli ultimi attacchi di Parigi non sono altro che una manifestazione degli insegnamenti islamici. L'Islam infatti non nasconde i suoi piani di conquista: il fondamentalismo islamico è una forza ormai diffusa a livello mondiale ed assolutamente determinata. Gli estremisti islamici sono disposti a morire e ad uccidere civili inermi ritenendo che tali massacri siano benedetti dal loro dio, Allah.

Andrew Bieszad, laureato in scienze islamiche, ha approfondito i suoi studi sul Corano ed il fondamentalismo islamico per oltre 17 anni, e ha fatto giustamente notare che la parola "Islam" significa letteralmente "sottomissione".

Bieszad spiega che "l'Islam significa letteralmente imporre la pace [una 'pace' islamica] su qualcuno o qualcosa, cioè forzare qualcuno alla sottomissione".

Per confermare questa tesi non serve altro che leggere le parole pronunciate da Maometto in persona, che i mussulmani hanno fatto proprie da secoli: "Sono venuto per combattere le genti fino a quando non testimonieranno che 'non v'è altro dio se non Allah, e Maometto è il suo profeta'" [Hadith, dalla Sahih di Al-Bukhari, n. 25].

Diversi analisti hanno sottolineato il fatto che le decine di migliaia di cosiddetti "rifugiati" che hanno letteralmente invaso l'Europa negli ultimi mesi (e che attualmente vengono 'accolti' anche negli Stati uniti ed in Canada), forniscono una copertura perfetta per l'infiltrazione di gruppi terroristici in occidente.

Bieszad afferma inoltre che: "I governi americani ed occidentali parlano di una "crisi di rifugiati", e la stampa - asservita alla propaganda governativa - non fa altro che mandare in onda immagini di poveri bambini e della loro madri in lacrime, evitando però di fornire l'altra faccia della medaglia, cioè l'enorme e preponderante massa di giovanotti in perfetta salute, vestiti all'ultima moda e con in mano l'ultimo modello di smartphone. Questi uomini sono ben lontani dall'immagine stereotipata delle povere vedove e dei poveri orfani che siamo abituati ad associare alla parola "rifugiato", e sono qui principalmente per far soldi, per creare caos e per distruggere."

Quest'estate, durante una conferenza a Gardone, lo stimato storico cattolico Roberto de Mattei ha parlato proprio del progetto globale di conquista dell'Islam.

“Nell’atto di fondazione del califfato jihadista, la predica dalla moschea di Mosul, del 4 luglio 2014, Abu Bakr al Baghdadi, ha chiamato tutti i musulmani a unirsi a lui: se lo faranno, ha promesso, l’Islam arriverà fino a Roma e dominerà l’orbe terracqueo. Nei video diffusi dall’Isis appare la bandiera nera del califfato che sventola sul Vaticano, il Colosseo in fiamme e un mare di sangue che lo sommerge. Infine, l’annuncio del califfato libico, «siamo a sud di Roma», mentre Abu Muhammed al Adnani, portavoce dello Stato islamico dell’Iraq e della Grande Siria, annuncia: «Conquisteremo la vostra Roma, faremo a pezzi le vostre croci, ridurremo in schiavitù le vostre donne’.”

 l’Imam Yusuf al Qaradawi dei Fratelli Mussulmani in una fatwa promulgata il 27 febbraio 2005, ha dichiarato che «alla fine, l’Islam governerà e sarà il padrone di tutto il mondo. Uno dei segni della vittoria sarà che Roma verrà conquistata, l’Europa verrà occupata, i cristiani saranno sconfitti e i musulmani aumenteranno e diventeranno una forza che controllerà tutto il continente europeo."

È noto che, nel corso della storia, l'Islam ha avuto tre obiettivi principali: Gerusalemme, Costantinopoli e Roma. Dopo aver conquistato le prime due, adesso il suo scopo è quello di conquistare la Città Eterna.

De Mattei continua: "Per i Fratelli Musulmani, come per l’Isis, l’obiettivo finale non è Parigi o New York, ma la città di Roma, centro dell’unica religione che, fin dalla sua nascita, l’Islam vuole annientare. Il vero nemico non sono gli Stati Uniti o lo Stato di Israele, che non esistevano quando l’Islam arrivò alle porte di Vienna, nel 1683, ma la Chiesa cattolica e la Civiltà cristiana, di cui la religione di Maometto rappresenta una diabolica parodia".

Anche per il Nord America i pericoli sono più che concreti. Gli Stati Uniti hanno già subito "l'11 settembre" ed i suoi cittadini temono altri attacchi terroristici. Questa paura sembra essere coadiuvata dall'attuale politica della Casa Bianca, che sembrerebbe intenzionata ad aprire le frontiere degli Stati Uniti ai rifugiati Siriani.

Il Governatore della Louisiana, Bobby Jindal, ha pubblicamente dichiarato di non voler accettare questo flusso indiscriminato di migranti: "So di essere politicamente scorretto, ma l'Islam ha un problema, e cioè il fondamentalismo islamico. Dobbiamo essere coscienti di questo problema. Il Segretario Kerry vuol fare entrare altri rifugiati siriani nel nostro paese, un gesto che io non condivido. L'ISIS ha già affermato d'avere intenzione di infiltrarsi in questi gruppi, allora perché facciamo entrare queste persone quando possono davvero costituire una minaccia per il nostro paese?

Andrew Bieszad sostiene che ciò che abbiamo visto a Parigi ed in altre parti del mondo potrebbe presto verificarsi anche negli Stati Uniti. Inoltre, sempre secondo Bierzad, "per la religione islamica il fine giustifica i mezzi", perché fintanto che tutto "è fatto in nome di Allah, esso non è peccato".

I leader del mondo e della Chiesa di oggi non hanno un atteggiamento realistico in merito alla vera natura dell'Islam.

Troppi politici continuano ad insistere che l'Islam è "una religione di pace", mentre al contempo lanciano poderose misure di polizia per difendere la popolazione dagli attacchi a sfondo religioso. Dal canto loro, le autorità della Chiesa rilasciano dichiarazioni sussiegose e improntate al più servile dialogo, trattando una religione che nega la divinità di Gesù Cristo come se fosse una confessione con la quale sia possibile dialogare, e inviando rappresentanti del Vaticano all'apertura della Moschea di Roma.

L'Islam, tuttavia, non può essere sconfitto dai trattati di pace, dalle risoluzioni dell'Onu, dalle manifestazioni di buona volontà, dal dialogo, dalle veglie al lume di candela, dai "momenti di silenzio" o dai raduni di pace interconfessionali che incoraggiano i fedeli delle false religioni a pregare le loro false divinità.

Il Papa ha nelle sue mani la chiave per la pace nel mondo, se solo avesse la fede ed il coraggio di usarla: la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, in comunione con tutti i Vescovi del mondo, come richiesto dalla Madonna di Fatima.

La Madonna è giunta a Fatima, tra il maggio e l'ottobre del 1917, per avvertirci dell'imminente castigo divino, a causa dei peccati dell'umanità. Ci ha chiesto di recitare il Rosario tutti i giorni, di sacrificarci per i poveri peccatori e di compiere la devozione dei Primi Cinque Sabati. Ma ha anche chiesto al Santo Padre di consacrare la Russia in unione con tutti i vescovi del mondo. Il 13 ottobre 1917, davanti a 70 mila persone radunatesi a Fatima, dopo averlo promesso con mesi di anticipo la Madonna fece avvenire il grande Miracolo del Sole, proprio per confermare la veridicità delle Sue parole.

Dopo le apparizioni di Fatima, la Madonna continuò ad apparire a Suor Lucia, dicendole che il mondo non avrebbe mai potuto ottenere la pace se prima il Papa ed i vescovi non avessero compiuto quella semplice consacrazione.

La consacrazione del mondo compiuta da Papa Giovanni Paolo II nel 1984 può aver ottenuto alcune grazie per l'umanità, ma non essendo stata una consacrazione specifica della Russia essa non fu in grado di ottemperare alla richiesta della Madonna di Fatima. Tale consacrazione, infatti, non fu in grado di convertire la Russia né di portare una vera pace nel mondo, e non può quindi essere quell'atto ad impedire l'annientamento delle nazioni predetto dalla Beata Vergine Maria.

La promessa della Madonna di Fatima non prevede soltanto la conversione della Russia, una volta che quest'ultima sarà stata propriamente consacrata al Cuore Immacolato, ma anche un periodo di pace per tutto il mondo - comprese le nazioni islamiche, non solo quelle cristiane.

E come possiamo non notare, nella magnifica sottigliezza del Cielo, che l'avvertimento più importante per la nostra epoca, quello scelto dalla Madonna per le sue apparizioni del 1917, sia avvenuto in un luogo che ha il nome della figlia prediletta di Maometto, Fatima? La città di Fatima, infatti, ebbe il suo nome da una principessa islamica del 12° secolo che si convertì al cattolicesimo.

Il nome stesso di quel villaggio in cui la Madonna apparve per avvertirci che "l'uomo deve cessare di offendere Dio" e che "la guerra è un castigo per i peccati", ci mette in guardia affinché non si sottovaluti la minaccia islamica.

L'unica soluzione per la pace nel mondo, secondo la Madonna, è una risposta non violenta: una cerimonia di consacrazione di soli 5 minuti. Il Papa, in obbedienza alla Madonna di Fatima, deve consacrare la Russia al Suo Cuore Immacolato, ordinando a tutti i vescovi del mondo di unirsi a lui, nello stesso giorno e alla stessa ora.

Papa Francesco ha definito gli attacchi di Parigi un "pezzo di Terza guerra mondiale", eppure egli ha a sua disposizione l'unico strumento per ottenere la pace nel mondo, se solo si decidesse ad usarlo! Per questo dobbiamo continuare ad implorare il Santo Padre affinché obbedisca alla semplice, ma urgente richiesta della Madonna.