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L'incontro di Papa Francesco con il Patriarca Ortodosso a Cuba

Un altro evento "TTVD"
("Tutto tranne la vera dottrina")

Di John Vennari
10 febbraio 2016

L'ecumenismo non è una vera unione tra religioni, ma solo tra sentimentalisti non-dottrinali che si trovano all'interno di varie religioni, il cui principio unitario è quello che definisco "TTVD" (tutto tranne la vera dottrina).

In questo momento, l'evento "TTVD" più eclatante è l'incontro tra Papa Francesco ed il Patriarca Ortodosso di Mosca Kirill, di cui la stampa sta facendo un gran parlare. Quest'incontro è previsto per venerdì 12 febbraio all'interno del'aeroporto di L'Avana, a Cuba, dove il Papa farà scalo prima del suo viaggio in Messico.

Seguendo il principio d'unità del "TTVD", che deriva dal Concilio Vaticano Secondo, Francesco non ha alcuna intenzione di chiedere al patriarca Ortodosso un " ricongiungimento formale"1 basato sulla perenne dottrina della Chiesa Cattolica. Seguendo la visione ecumenica post-conciliare, nel novembre 2014 Francesco aveva detto degli Ortodossi che "il ristabilimento della piena comunione… non significa né sottomissione l'uno dell'altro né assorbimento”.2 

In altre parole, Francesco non vede la necessità di una sottomissione dottrinale e giurisdizionale degli Ortodossi al Vicario di Cristo in terra, cosa su cui invece la Chiesa ha sempre insistito in quanto unico valido principio di unità.

Al contrario, quest'operazione "TTVD" è un "cammino", un "percorso comune" verso una non meglio specificata "comunione" che, nelle parole di Francesco, significa "accettare i doni che Dio ha dato a ciascuno di noi".

Proviamo a paragonare quest'approccio sentimentalista con la chiara dottrina di Papa San Pio X.

“… sarà in vano…”

Papa San Pio X aveva parlato proprio della necessità del ritorno della chiesa scismatica Ortodossa in seno alla Santa Chiesa Cattolica, per ottenere unità e salvezza.

Nella poco conosciuta Lettera Enciclica Ex Quo del 1910, Pio X scriveva che ogni opera per il ricongiungimento degli ortodossi scismatici "sarà in vano a meno che, per prima cosa, essi [gli Ortodossi di rito orientale] non credano e non si attengano all'unica vera Fede Cattolica così com'è stata tramandata e consacrata nelle Sacre Scritture, la tradizione dei Padri, il consenso della Chiesa, i concili generali ed i decreti dei supremi pontefici".

San Pio X pregava affinché Dio "avvicini il giorno in cui le nazioni dell'Est tornino all'unità Cattolica e, sotto la Sede apostolica, dopo aver rigettato i propri errori, entrino attraverso le porte della salvezza eterna."3

San Pio X ribadiva quindi che gli Ortodossi:

  1. 1. Seguono insegnamenti eretici che devono abbandonare;
  2. 2. Non sono uniti all'unica vera Chiesa di Cristo, a causa del loro scisma;
  3. 3. Non raggiungeranno la salvezza a meno di non rigettare i propri errori ed unirsi all'unica vera Chiesa di Cristo, sottomettendosi alla legittima autorità apostolica del Papa.

Le parole di Pio X sono perfettamente allineate all'insegnamento di tutti i tempi della Chiesa Cattolica.

Nostro Signore ordinò ai Suoi Apostoli di "ammaestrare tutte le genti", per portare tutti i popoli nell'unica e vera Chiesa da Lui istituita. L'ecumenismo cerca invece di fare l'opposto. Come scrisse giustamente il famoso teologo Padre Edward Hanahoe nel 1959, l'ecumenismo produce l'effetto di "perpetuare lo stato di separazione, tenendo la gente al di fuori dalla Chiesa piuttosto che il contrario".4 Tutto ciò lascia in grave pericolo le anime di tutti coloro che non praticano la religione Cattolica.

Già nel 1865, sotto il pontificato del Beato Pio IX, il Sant'Uffizio insisteva che qualsiasi unione può basarsi solamente sulla verità - ovvero il corpo integrale delle verità insegnate da Gesù Cristo per mezzo della Chiesa Cattolica. Il Sant'Uffizio ammoniva gli unionisti anglicani dell'epoca che "… se non cercate quell'unione, vi state allontanando dalla retta via."5 

Commentando le parole del Sant'Uffizio, il Cardinale inglese Manning disse che "… come ribadisce il Sant'Uffizio, non v'è unità senza verità. La verità innanzitutto, l'unità viene dopo. La verità è la causa, l'unità è l'effetto. Invertire quest'ordine significa rovesciare le procedure Divine. L'unita di Babele finì nel caos, mentre l'unione della Pentecoste fuse tutte le nazioni in un singolo Corpo e dogma della Fede… solo la verità porta all'unità."

L'attuale ecumenismo del "TTVD" cerca da tempo un tema alternativo che funga da surrogato al vero principio di unità che abbiamo appena ricordato. Ad esempio, i raduni interconfessionali di Assisi voluti da Giovanni Paolo II consideravano le "preghiere per la pace" come principio "TTVD" di unità. Sia Giovanni Paolo II sia soprattutto Benedetto XVI consideravano la "testimonianza comune"come un possibile principio unitario tra il cattolicesimo e l'ebraismo contemporaneo.

Sulle orme di questi pontefici rivoluzionari, Papa Francesco, nel novembre 2014, ha elencato 3 tematiche "TTVD" (lui usa l'espressione "voci") che nel mondo di oggi chiamano i cristiani all'unità:

  1. 1. La prima voce è “Il grido dei poveri,” di coloro che "soffrono per grave malnutrizione… l'alta percentuale di giovani senza lavoro", la difesa della "dignità della persona umana" e altre preoccupazioni umanistiche simili, al fine di costruire una nuova e vaga "civiltà dell'amore e della solidarietà".
  2. 2. La seconda voce è "quella delle vittime di conflitti… ogni genere di violenze… di guerre atroci e disumane" che dovrebbero spingerci a condurre "a termine la riconciliazione dei cristiani d'Oriente e d'Occidente".
  3. 3. La terza voce è quella dei "giovani" che "vivono senza speranza, vinti dalla sfiducia e dalla rassegnazione." Francesco poi prosegue elogiando i tanti giovani "cattolici, ortodossi e protestanti che si incontrano nei raduni della Comunione Ecumenica di Taize… essi lo fanno "non perché ignorino il significato delle differenze che ancora ci separano, ma perché sanno vedere oltre, sono capaci di cogliere l'essenziale che già ci unisce.”7

Un discorso "TTVD" da premio oscar, nel quale Francesco nega a tutti gli effetti i principi dell'unità cattolica insegnati dal Cardinale Mannine da San Pio X: "non v'è unità senza verità. La verità innanzitutto, l'unità viene dopo. La verità è la causa, l'unità è l'effetto. Invertire quest'ordine significa rovesciare le procedure Divine."

Il principio "TTVD" di unità che animerà il prossimo incontro a Cuba tra Francesco ed il patriarca Ortodosso saranno le "basi comuni" in merito alla "persecuzione dei Cristiani in varie regioni del mondo". Un argomento simile al punto 2 di cui sopra. Uno sforzo congiunto per combattere questa malvagità non è certo negativo, ma non rappresenta affatto la necessaria unità di Fede reiterata da Papa San Pio X.

Il Papa ed il Patriarca intendono inoltre rilasciare un comunicato stampa congiunto che conterrà con tutta probabilità le tipiche banalità TTVD alle quali siamo ormai abituati da 50 anni (“Lascia che ci sia la pace sulla terra, lascia che cominci con me"…).

Certo, qualcuno potrebbe aspettarsi che quell'incontro possa diventare un primo passo per la conversione degli Ortodossi ed un loro ritorno in seno alla Chiesa Cattolica. Tuttavia, se c'era qualche dubbio a riguardo questo è stato chiarito proprio da Francesco, perché un tale "traguardo" è stato ormai abbandonato da tutto il movimento ecumenico successivo al Vaticano II (come possiamo leggere nell'infame Dichiarazione di Balamand del 1993)

Una "Ecclesiologia superata”

Riguardo all'unione tra Cattolici ed Ortodossi, nel 2014 Francesco espresse la sua speranza per una "professione comune di fede ", un termine che - alla luce di altri fallimenti ecumenici come "la Dichiarazione congiunta cattolico-luterana sulla dottrina della giustificazione" - ha perso completamente di significato. Malgrado Francesco esprima il desiderio di una "Comunione con le Chiese Ortodosse", egli insiste, come già fatto notare, che "il ristabilimento della piena comunione … non significa né sottomissione l'uno dell'altro né assorbimento."

Francesco sembra seguire pienamente la linea di pensiero "TTVD" tracciata dalla tremenda Dichiarazione di Balamand nel 1993.8 Tale documento, ad opera della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico, che si occupa direttamente dei nuovi strumenti di unità con gli Ortodossi, afferma che grazie ad una " prospettiva radicalmente mutata" per via del nuovo approccio del Vaticano II, la Chiesa Cattolica istruirà i propri sacerdoti affinché "si possa aprire la strada alle future relazioni tra le due Chiese, andando oltre l'ecclesiologia superata del ritorno alla Chiesa Cattolica.” (par. 30)

Quel documento, inoltre, afferma che la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa si considerano reciprocamente come Chiese sorelle, entrambe responsabili del mantenimento della chiesa di Dio sulla terra, in fedeltà coi suoi santi scopi." (par. 12 e 14)

In un altro paragrafo, quel documento afferma che alla luce del fatto che la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa si considerano reciprocamente "Chiese Sorelle", l'"apostolato missionario" che prevedeva la conversione degli Ortodossi nei riti orientali della Chiesa Cattolica", definito in passato 'uniatismo', "non può più essere accettato né come metodo da seguire né come modello d'unità perseguito dalle nostre Chiese.”9 (par. 12)

Quindi, la vera dottrina enunciata da San Pio X viene deprecata in quanto ecclesiologia superata che non ha più spazio nella Chiesa, alla luce della nuova comprensione del fatto che la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa sono "chiese sorelle". Si tratta di una manifestazione dell'errore modernista secondo cui diversi aspetti della verità Cattolica possono cambiare col mutare dei tempi.

La cosa peggiore è che l'infame Dichiarazione di Balamand ha ottenuto incredibilmente il plauso di Papa Giovanni Paolo II nella sua monumentale enciclica Ut Unum Sint. (par. 60)

La politica "anti-conversione"

Dopo il Concilio, il Vaticano ha fatto di tutto per abbracciare "la vita ecumenica" prevista da queste novità pastorali. Per prima cosa, è stata eliminata praticamente ogni traccia di proselitismo tra gli Ortodossi. Gli ecumenici "TTVD" che oggi operano impunemente a Roma considerano questa resa senza condizioni da parte della chiesa Universale come un elemento fondamentale per dimostrare ai leader Ortodossi che questo nuovo principio di "unità nella diversità", professato dai prelati moderni, non richiede agli Ortodossi di convertirsi al Cattolicesimo per ottenere la salvezza eterna.

Detto in altri termini, per decenni i sacerdoti hanno ricevuto l'ordine dal Vaticano di scoraggiare la conversione dei fedeli ortodossi al Cattolicesimo, in modo da non attirare le ire del clero scismatico ortodosso.

Questa "nuova missione", che va contro la missione universale della chiesa, ha avuto effetti disastrosi.

In un suo articolo apparso sulla rivista Crux, il 5 febbraio scorso, il giornalista John Allen ha scritto che: "… uno studio del 2000 ha riscontrato solo 800 conversioni avvenute durante tutto l'arco degli anni '90. Nel frattempo, tuttavia, il numero di Evangelici e Pentecostali è letteralmente esploso, in Russia, tanto che un libro del 2012 ne ha parlato come di una vera e propria "corsa all'oro post-sovietica".

Secondo Allen, "negli anni 2000, in un altro segnale di riconciliazione, il Vaticano ha imposto informalmente una politica di "crescita zero" in Russia, dando istruzione ai pastori di dire a qualsiasi fedele Russo che volesse convertirsi al Cattolicesimo di tornare piuttosto alla sua parrocchia Ortodossa".10

Questo è il prezzo pagato dai leader ecumenici, che si autodefiniscono "cattolici", per ottenere un riavvicinamento che si limiterà ad un incontro al volo con un metropolita scismatico in un aeroporto cubano…

La stampa riporta che quest'incontro sarebbe il frutto di due anni di trattative, ma in realtà i preparativi risalgono a ben prima. Tale incontro, infatti, è frutto di un tradimento sistematico dei fedeli cattolici (e di quelli potenzialmente tali) sia in Russia, sia altrove, a partire dalla fine del Concilio Vaticano Secondo. A tanti uomini, donne e bambini che desideravano convertirsi al Cattolicesimo il Vaticano ha rifiutato questa loro volontà, rispedendoli tra le braccia di un'istituzione scismatica. Peggio ancora, molti di loro sono finiti preda dei protestanti evangelici e pentecostali, la cui incredibile avanzata in Russia ha coinciso con la politica di "conversione zero" da parte della Chiesa Cattolica.

Sono in tanti, nella Chiesa, a dimostrare entusiasmo per l'incontro "TTVD" tra Papa Francesco ed il Patriarca Kirill, ma io non sono tra questi.

Francesco può anche parlare a vanvera di "diversità riconciliata" in questo suo ecumenismo "TTVD", ma io non me la bevo.

Tutta quest'operazione non è altro che una truffa, da capo a piedi, purtroppo costruita a scapito delle anime di coloro ai quali è stato rifiutato il ritorno in seno alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica, in nome di un'unità fittizia e del tutto estranea a quella dell'unica Chiesa di Cristo.

Dobbiamo pregare per i nostri pastori, perché sono caduti così profondamente nel disorientamento diabolico. Essi avranno molto da rispondere a nostro Signore!

Note:

  1. 1. Padre Edward Hanahoe in Catholic Ecumenism, A Dissertation, [Washington: Catholic University of American Press, 1953], p. 124.
  2. 2. “Francesco tende la mano agli Ortodossi: ritrovare unità non è sottomissione"- vedi: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/papa-francesco-istanbul-turchia-bartolomeo-000e6f43-d239-475f-b763-0c3fc2e75d40.html” Radio Vaticana, 30 novembre 2014.
  3. 3. Vedi Lettera Enciclica Ex Quo, di Papa San Pio X, 26 dicembre 1910.
  4. 4. One Fold: Essays and Documents to Commemorate the Golden Jubilee of the Chair of Unity Octave, 1908-1958. Dal saggio, “That All May be One” di Father Francis Connell, C.SS.R., S.T.D., LL.D. [Graymoor: Chair of Unity Apostolate, 1959],p. 121.
  5. 5. Sant'Uffizio, Quod vos, ASS, 667.
  6. 6. Ibid.
  7. 7. Vedi nota 2.
  8. 8. “Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la chiesa cattolica e le Chiese ortodosse” Scuola di Teologia di Balamand (Libano), 17-24 giugno 1993. Disponibile su: www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/ch_orthodox_docs/rc_pc _chrstuni_doc_19930624_lebanon_en.html).
  9. 9. Enfasi aggiunta.
  10. 10. “Why a Meeting between the Pope and Russian Patriarch is Finally Happening,” John Allen, Crux News, 5 febbraio 2016 [enfasi aggiunta].